Acido Lattico

(articolo di Alessandro Locati Bodybuilding Italia)


Spesso c'è la tendenza a credere che l'acido lattico sia un nemico dell'atleta o di chiunque svolga attività fisica. All'acido lattico vengono date molte colpe, in particolare per l'insorgere delle fatiche di tutti i tipi e per i dolori muscolari. La sua presenza nel sangue, infatti, indica che nei muscoli si è prodotta energia con un meccanismo energetico che non necessita di ossigeno, ma che determina, appunto, la formazione di questo metabolita, l'acido lattico, che, superando la membrana della fibra muscolare, si riversa nel sangue.

L'importanza di produrre molto acido lattico

Se è bassa la concentrazione di acido lattico che si trova nel sangue dopo che un atleta ha compiuto uno sforzo nel quale si è impegnato al massimo, significa che, dal meccanismo che ne determina la produzione (quello detto "anaerobico lattacido"), è derivata poca energia. E questo non è certo un aspetto positivo, specie nelle discipline sportive nelle quali i risultati dipendono enormemente proprio dall'efficienza del meccanismo dell'acido lattico, come ad esempio i 400 metri dell'atletica leggera, tutte le prove di canottaggio, i 100 e i 200 metri del nuoto e tutti gli sport di potenza. Chi gareggia in queste prove e produce poco acido lattico è destinato a ottenere prestazioni molto scarse.
La possibilità di ricorrere massicciamente al meccanismo lattacido, insomma, è una caratteristica del tutto positiva. Essa dipende da molti fattori:

Il destino dell'acido lattico

Una volta passato nel sangue, l'acido lattico viene via via eliminato.
Il cuore, per esempio, lo usa come combustibile, così come fanno alcuni muscoli poco impegnati; i reni e il fegato lo ritrasformano in glicogeno. In un atleta allenato, già dopo sette minuti la metà del lattato è scomparsa dal sangue. In ogni caso, anche se ne viene prodotto in quantità enorme, nel giro di poche decine di minuti dalla fine dello sforzo, tutto l'acido lattico viene metabolizzato.
I dolori ai muscoli del giorno dopo, quindi, non sono causati, come qualcuno crede, dal fatto che in essi ci sia ancora acido lattico (anche se, in verità, esso può determinare nelle fibre muscolari, specie in chi non è allenato, lesioni che richiedono un po' di tempo per essere riparate).
Quello dell'acido lattico è senza dubbio un fenomeno che certamente, al giorno d'oggi, al di fuori dello sport, si verifica sempre meno. Esso, comunque, è del tutto fisiologico.
Semmai c'è da tenere presente che gli allenamenti (e a maggior ragione le gare) che determinano una forte produzione di acido lattico, provocano altresì uno stress notevole.

Il vero nemico dei muscoli: l'acidità

Nel corpo l'acido lattico non esiste come tale, dal momento che, subito dopo essersi formato, si dissocia in uno ione di idrogeno carico positivamente (H+) e nello ione lattato carico negativamente (LA-). E' soprattutto lo ione idrogeno (H+) che crea disturbi all'organismo per il fatto che il suo accumulo nelle fibre e nel sangue vi determina un aumento dell'acidità, cui conseguono una diminuzione dell'efficienza dei muscoli e anche una ridotta efficienza del cervello (quando vi è un'elevata produzione, per esempio, i riflessi sono meno pronti). L'altro ione, il lattato (LA-), crea un minor numero di problemi. E' il tasso di tale sostanza che viene misurato nel sangue.