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Nel programmare qualsiasi tipo d’allenamento è indispensabile stabilire tre punti fondamentali ed adattarli nel modo migliore tra loro. Più sarà azzeccata la loro combinazione più
sarà evidente il risultato finale! I tre elementi fondamentali a cui mi riferisco
sono:
1 ) INTENSITA’
2 ) FREQUENZA
3 ) VOLUME - ovvero la durata di ogni singola seduta d’allenamento
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Ciascuno di noi può rispondere in modo diverso alle stesse sollecitazioni e
ciò dipende dall’anzianità d’allenamento (detto anche voltaggio) - da fattori genetici e, diciamolo apertamente …
dall’uso di DOPING! Per questi
motivi un body builder veramente natural non potrà mai sostenere allenamenti intensi
e frequenti come, per esempio, avviene per il sistema d’allenamento bi-giornaliero.
Sarebbe autodistruttivo per un natural, a meno che non
si adotti una bassa intensità d’allenamento, ma non mi sembra il metodo
ideale. Credo sia più adatto a certi campioni che usano
anabolizzanti e magari si fanno poi fotografare con un barattolo di creatina o
proteine del loro sponsor in mano, affermando che i loro muscoli crescono grazie a
quel prodotto. Ma i culturisti oggi non
sono più ingenui come un tempo e preferisco non polemizzare ulteriormente, ma
continuare a scrivere di tecniche d’allenamento. Quest’ultimo ha un “mercato”
meno redditizio, ma senza allenamenti mirati, specie per i natural, è quasi inutile
andare in palestra! Devo però ammettere che un ottimale uso di buoni integratori
aiuta moltissimo! Resta sempre però il rischio di
sovrallenarsi !!!
Trovare la giusta misura tra frequenza degli allenamenti, riposo tra i vari gruppi muscolari e recupero
completo ( ovvero non andare in palestra ) è, a mio avviso, alla base di qualsiasi
programma vincente. L’intensità degli allenamenti dovrebbe essere considerata come una
costante, purchè a medio termine, infatti il “motore” (ovvero il corpo umano) lavora anche quando alcuni suoi
“ingranaggi” (i vari gruppi muscolari ) non sono direttamente sollecitati. Questo
avviene ad esempio quando si alternano workout caratterizzati da esercizi di spinta
ed estensione a quelli di trazione
e flessione. Questo metodo permette una sorta di “recupero localizzato” dato
che impegna alternativamente gruppi muscolari antagonisti. (Esempio: pettorali -
dorsali. Bicipiti – tricipiti. Quadricipiti – femorali ecc. ) Ma il vero “motore”
(ovvero il nostro corpo) dovremo per forza fermarlo per permettergli di
supercompensare, quindi di CRESCERE.
L’entusiasmo del principiante non gioca
sempre a suo favore dato che è facile sovrallenasi, quindi regredire e …
abbandonare tutto! Ma se è “vero amore” si tornerà a maneggiare ferrò con più determinazione e grinta di prima. Nel
frattempo avremo “ricaricato le batterie” e recuperato completamente. E’ bene però indirizzare nel modo migliore
questa “fame di ferro”, dato che è controproducente fare più di quanto sia necessario per
crescere, altrimenti si rischia di andare nella direzione opposta a quella prevista.
Ciascuno di noi ha almeno uno o più muscoli “difficili”, ovvero muscoli
CARENTI che sembrano non voler
crescere, nè con super-serie, set piramidali, rest-pause, forzate, negative ecc.
Chissà quanti articoli avrete divorato sulla “specializzazione” di questo o quel distretto muscolare (proprio
il vostro punto debole) provando chissà quante combinazioni.
prosegue con L'Allenamento Temporizzato
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