In questi ultimi tempi certamente tutti gli
appassionati del settore del gioco del ferro, avranno certamente sentito
parlare più che in altri tempi dell’allenamento breve, intenso ed
infrequente.
Purtroppo però ancora non c’è ancora una diffusione
di tale allenamento come invece dovrebbe essere e forse il problema è che
le cose sensate e produttive ma non commerciali non piacciono alle persone
comuni che se ne fregano della verità.
Non è mio compito ora spiegarvi cosa è e cosa non è
in generale un allenamento breve intenso ed infrequente, ma illustrerò in
breve una variante eccezionale dell’allenamento abbreviato, ovvero l’HEAVY
DUTY ideato dall’ormai defunto ma leggendario Mike Mentzer.
Non vi dirò che è il migliore allenamento che
possiate fare dato che ogni allenamento breve ad alta intensità è super
produttivo e poi perché i risultati delle metodiche sono soggettivi.
Innanzitutto la metodica Heavy Duty è stata
sviluppata e migliorata nell’arco dei due libri scritti da Mentzer: Heavy
Duty e Heavy Duty 2: Mind and Body (Mente e Corpo).
L’allenamento in questione come vedremo più avanti,
non è un semplice allenamento scritto da seguire come le pecore ma è bensì
un incastro magistrale di idee filosofiche, tecniche di allenamento,
costanza, perseveranza e la vera passione per la costruzione di un fisico
migliore e soprattutto una mente migliore libera da ogni pregiudizio e
legame che distorce dalla realtà.
Posso dire che leggere i testi di tale allenamento è
una vera lezione di vita per chi piace conoscere la verità in ogni
circostanza della vita.
Non mi dilungherò troppo sulla parte filosofica della
questione dato che come Mentzer nessuno può riuscire a far capire meglio
l’essenza dell’allenamento HEAVY DUTY.
Ma in cosa consiste un allenamento
HD?
Molti di voi sapranno che un allenamento ad alta
intensità come i denominati B.I.I, B.I.I.O, H.I.T, si avvale di pochi
concetti simili per tutti.
Senza entrare in merito alle principali metodiche
appena elencate, vi dirò che anche l’Heavy Duty si avvale degli stessi
principi, anche se è molto più simile ad una metodica B.I.I che alle altre
due restanti metodiche.
Posso dire che la chiave di tutto è cercare l’alta
intensità per avere i migliori risultati possibili sia dalle metodiche
prima elencate che dall’HD.
Il concetto di intensità naturalmente è molto
complesso e difficile da definire e capire, ma lo dovrete assimilare da
voi con il massimo impegno quando spingete quel maledetto ferro.
Innanzitutto la metodica di Mentzer si avvale solo di
una manciata di esercizi normalmente multiarticolari o di isolamento se
c’è la superserie di mezzo attuando così la tecnica del Pre-Exaust
System*(vedi in fondo alla pagina).
Ogni esercizio naturalmente è composto da una
monoserie tirata al massimo.
Per favi capire, dovete completare le ripetizioni
della serie con il massimo sforzo possibile incrementando progressivamente
i carichi o ripetizioni ad ogni seduta di allenamento.
Molti di voi, penseranno, “ Ma come fa solo una serie
a far crescere il muscolo?”, ed è proprio qui che sta il segreto e Mentzer
spiega benissimo anche in base a studi fisiologici il perché.
In breve, ogni serie portata a cedimento con un
piccolo incremento di carico innesca il principio di adattamento che serve
al corpo per difendersi e il corpo si difende così aumentando la massa con
il principio di ipertrofia/iperplasia.
Naturalmente la seconda serie se ci fosse non sarebbe
altrettanto produttiva perché non avrebbe un livello performante come la
prima e quindi non innescherebbe questo importante principio.
Naturalmente questo concetto può essere valido solo
se la serie è eseguita perfettamente con l giusta intensità che un
principiante non può avere.
Ricordate che ogni serie in più in qualsiasi
allenamento innesca dei processi biochimici dove viene sfavorito il
recupero e così il principio della supercompensazione viene appesantito da
energie sprecate inutilmente.
Per quanto concerne le ripetizioni da seguire non c’è
una regola fissa, vedete quelle che vanno bene per voi, anche se Mentzer
nel suo ultimo libro consiglia specifiche ripetizioni in base anche agli
esercizi.
Prendete una massima generale, ovvero che normalmente
le ripetizioni per la parte inferiore del corpo devono essere più alte di
quelle usate per la parte superiore.
Tutto quello che è stato detto finora potrebbe
causare confusione o potrebbe sembrarvi troppo facile, ma non lo è
affatto.
Si deve infatti rispettare una forma di esecuzione
impeccabile, lenta e controllata, per sfruttare al meglio ogni ripetizione
e per tenere alla larga l’ombra dell’infortunio.
La differenza che sta però tra l’Heavy Duty e le
altre metodiche non sono la scelta degli esercizi, serie o ripetizioni,
dato che un esperto di allenamento ad alta intensità potrebbe dire che già
si allena così, ma la differenza sta nel RECUPERO.
Ogni persona è più o meno geneticamente predisposta
all’allenamento con i pesi.
Quindi il recupero è fondamentale per avere risultati
anche se non lo si è.
Ognuno di noi dovrà testare quanto recupero dovrà
fare anche se ci sono regole fisse su base fisiologica valide per
tutti.
Nell’Heavy Duty il recupero normalmente tra un
allenamento ed un altro va dalle 96 alle 120 ore, ma in base all’atleta e
al suo livello di forza raggiunto potrebbe servirne anche di più,
altrimenti non si risolverebbe il principio della Supercompensazione.
Ora vi elenco uno specchietto di esercizi compositi e
di isolamento, produttivi e non dannosi per poter costruire, modificare e
variare una tabella di allenamento Heavy Duty come ne mostrerò più
avanti.