OSTEOPOROSI: conoscerla e sconfiggerla in palestra

(articolo di Tommaso Donati)

Osso spugnoso

L'osso trabecolare o spugnoso (figura 3)


Tra i due, il tessuto osseo trabecolare ha un grosso rilievo clinico, perché è l'osso meno denso.

La resistenza alla compressione aumenta, infatti, in modo proporzionale al quadrato della densità.

Le fratture avvengono, quindi, più frequentemente nelle sedi in cui l'osso spugnoso è percentualmente più rappresentato.

Va ricordato che, in condizioni normali, l'azione demolitrice degli osteoclasti è perfettamente bilanciata dalla continua produzione di materiale osseo da parte degli osteoblasti.

In particolari situazioni questo equilibrio si può spezzare ed ad esempio, con l'osteoporosi si ha, come dice il nome stesso, una rarefazione dell'osso in cui la matrice, che è paragonabile ad una rete a maglia fine, si dirada.

La perdita della massa ossea è entro certi limiti un'inevitabile conseguenza dell'invecchiamento (osteoporosi senile), ma può anche essere una malattia metabolica, in cui la perdita di matrice ossea non viene compensata dalla produzione di nuovo osso.(2)

Di estremo interesse è a tal proposito il grafico dell'evoluzione della massa ossea nel corso della vita nei due sessi (figura 4).

La figura mostra la Curva di discesa dei valori di contenuto mineraleosseo a livello appendicolare in femmine (grafico a) e maschi (grafico b) in rapporto all'età cronologica.


Fig 4

 

 

Possiamo a tal proposito considerare alcune fasi:

  • La fase di incremento della massa ossea (parte più ripida della curva ascendente del grafico), che segue a grandi linee l'andamento della crescita staturale, anche se presenta una durata maggiore. Questa fase caratterizza le prime due decadi di vita, è analoga nei due sessi ed ha una fase di massima ascesa durante l'adolescenza.
  • Il periodo di consolidamento, caratterizzato da una continua, lenta ascesa (seconda parte della curva ascendente, con un andamento meno ripido ed un incremento meno marcato) fino ai 30-35 anni di età. Si raggiunge a questa età il così detto "picco di massa ossea" (apice della curva), cioè la massima quantità d'osso che ciascun individuo possiede nel corso della sua vita: la differenza tra i due sessi è a questo punto evidente: infatti il contenuto medio di minerale osseo a livello appendicolare risulta pari a 0,75 g/cm2 per le donne e 0,85 g/cm2 per gli uomini.
  • La fase di decremento (fase discendente della curva),che prosegue per tutta la vita, in cui si ha una progressiva e continua riduzione di massa ossea. Qui le differenze in base al sesso sono molto marcate.(3)

Nelle donne, infatti, la diminuzione:

La perdita d'osso legata all'invecchiamento, che si svolge in un arco di tempo di circa 40 anni, è quindi sufficiente a portare una quota di uomini e di donne, peraltro normali, in una situazione di particolare fragilità ossea che li predispone a fratture anche per eventi traumatici minimi. Una certa quantità di massa ossea si riduce fisiologicamente ed inevitabilmente con l'età: tale riduzione viene definita osteopenia; quando il processo demineralizzante diventa particolarmente intenso e prolungato al punto da determinare fratture per traumi di modesta entità, si parla di osteoporosi.

L'osteoporosi è quindi una malattia demineralizzante sistemica, caratterizzata da un ridotto volume di tessuto osseo.(2)

L'osteoporosi (anche per l'aumento significativo della vita media della popolazione) è oggi una patologia di rilevanza mondiale.

E' noto che sono colpiti nella maggior parte dei casi soggetti di sesso femminile in fase postmenopausale: il depauperamento della massa ossea progredisce talvolta in modo irreversibile portando a quadri di grave menomazione, che rendono necessarie assistenza e cure per molti anni.

La prevenzione è perciò la principale via percorribile per affrontare e contenerne le conseguenze.

E' stato affermato che l'osteoporosi è una malattia che si evidenzia generalmente nella terza età, ma che affonda le sue radici nell'età dello sviluppo: una mancata "saturazione" del tessuto osseo nei primi venti anni di vita condizionerà l'evoluzione della patologia negli anni della vecchiaia.

L'osteoporosi può essere definita come una condizione nella quale si instaura un deficit di densità ossea e si ha una notevole diminuzione della resistenza meccanica dell'osso. Nonostante oggi vi siano macchine affidabili in grado di evidenziare e valutare, con specifici esami, questa condizione patologica, sul versante terapeutico la situazione è ancora preoccupante, in quanto non è ancora possibile far recuperare completamente ai soggetti che ne sono affetti, la massa ossea perduta.

La terapia farmacologica, in continua evoluzione, è insostituibile nel trattamento delle forme conclamate, mentre l'attività fisica è preponderante nella prevenzione.

Prevenzione che deve iniziare nell'età dello sviluppo e giovanile, per intensificarsi nell'approssimarsi dell'età a rischio.

L'esercizio fisico offre due vantaggi che nessun'altra terapia di mantenimento della massa ossea permette: un'efficacia nel conservare la salute fisica che va ben al di là del solo problema osteoporosi e, soprattutto, un ineguagliabile effetto sulla prevenzione dell'evento ultimo che si vuole assolutamente evitare: la frattura.


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