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Dalla sua nascita, il bodybuilding
è sempre stato vittima di errori di interpretazione: in quanto attivita' basata su
esperienze e motivazioni profondamente personali, difficilmente condivisibili e
comunicabili, ha dato vita alla paradossale situazione in cui gli errori diventano
ricorrenti in ogni generazione di atleti.
parte 2:
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CORSI E RICORSI
Nell'ultimo anno ho avuto occasione
di svolgere l'attività' di istruttore dopo dieci anni di assoluta estraneità alla
palestra e, mentre ho potuto notare come altre discipline si siano evolute e
raffinate nella loro pratica ed ottimizzazione, mi sono ritrovato di fronte agli
stessi pregiudizi dei bodybuiders di dieci anni fa nei confronti di aerobica e
stretching (e, in alcuni casi, ad una conoscenza della farmaceutica da far invidia a
un laureato!). Eppure, ai suoi esordi, quando il bodybuilding era uno sport natural
per forza di cose, c'erano personaggi del calibro di John Grimek che, con esibizioni
memorabili, s'impegnavano al loro massimo per dimostrare ai detrattori di questa
disciplina come una massa muscolare sviluppata non fosse sinonimo d'impedimento
all'agilità' e all'eleganza di altre performance atletiche come la ginnastica a
corpo libero. Trent'anni dopo Grimek anche Tom Platz, a dispetto della sua misura di
coscia, era capace di esibirsi in una spaccata da karateka!
Perché molti giovani bodybuilder,
anche agonisti, negano la validità dello stretching come duplice contributo
nel raggiungimento dei risultati e nella prevenzione dei traumi? La causa va
probabilmente ricercata nella difficoltà di codificare gli aspetti del bodybuilding
e, successivamente, delineare un percorso di formazione per la figura professionale
dell'istruttore, il quale è quasi sempre costretto ad affidarsi alla sua esperienza
personale ed al suo buon senso (quando ne ha).
PROGRESSI CONCRETI
A beneficio dei cultori
dell'apparenza inizieremo la nostra opera di persuasione allo stretching attraverso
i suoi effetti estetici ed utilitaristici. Tanto per cominciare allungare un muscolo
significa sollecitarlo in tutta la sua massa: la dinamica della contrazione è
basata sulla teoria "del tutto o del niente" secondo la quale quando
contraiamo un muscolo l'intensita' della contrazione non è data dall' intensita' di
lavoro delle singole fibre (che funzionano in contrazione completa) ma dal numero di
fibre coinvolte nel lavoro, ecco perche', per sollecitare completamente un muscolo
durante la contrazione, dobbiamo raggiungere la massima intensita' possibile; nel
caso dello stretching la sollecitazione è sempre completa anche a bassa intensita'
di allungamento, questo significa che basta una pratica moderata per ottenere buoni
risultati. L'effetto estetico è davvero interessante: un atleta che pratica
stretching ha muscoli piu' densi, armonici e separati di un suo collega
"legato", nell'esecuzione degli esercizi il suo arco di movimento è piu'
completo e, grazie alla maggiore capacita' di decontrarsi, aumenta anche la
capacita' di contrazione con ovvii risultati. Inoltre è stato scientificamente
provato che l'allungamento sistematico del muscolo puo' favorire l'aumento del
numero di fibre (avete letto giusto: fibre, non solo cellule) nelle inserzioni dei
tendini e nelle immediate vicinanze, non è un lavoro facile ne veloce, ma è molto
importante per mettere in grado i legamenti di sopportare contrazioni d'intensita'
sempre piu' alta, e maggiore è l'intensita' …. chiaro il concetto?
Una volta catturato l'interesse della platea degli esteti con argomentazioni di
sicuro impatto, approfittiamone per affrontare argomenti di carattere
medico/scientifico.
EQUILIBRIO E MASSE
Molto spesso capita di sentir
parlare di massa grassa e massa magra, fisiologicamente parlando ci troviamo davanti
ad una classificazione riduttiva ed insufficiente: all'interno di quella che noi
comunemente chiamiamo "massa magra" si differenziano tessuti di natura e
funzionalita' talmente differenti che non possono essere considerati o trattati come
un insieme omogeneo. Visceri, ossa, cartilagini, tendini e muscoli (messi apposta in
ultimo) hanno peso specifico, densita' e consistenza differenti tra loro come le
loro funzioni. Immaginiamo l'organismo come la classica catena, forte quanto è
forte il suo anello piu' debole: il nostro corpo puo' raggiungere la sua massima
prestazione quando esiste un corretto rapporto di equilibrio tra i differenti tipi
di massa magra.
Ma non è finita, anche l'accezione "equilibrio" assume significati
molteplici:
1.Equilibrio della struttura ossea.
Senza l'appropriato allineamento della
colonna vertebrale, partendo dalla zona lombare per estendersi al resto del corpo,
non è possibile un'ottimale costruzione muscolare. Cio' dipende dal fatto che tutti
i muscoli con funzione cinetica utilizzano le ossa come supporto alla propria
stabilita'. Normalmente, nel caso in cui l'equilibrio della struttura ossea presenti
disallineamenti o asimmetrie, i muscoli tendono a sviluppare debolezza su uno dei
due lati.
2.Equilibrio relativo tra massa ossea e massa muscolare. In altre parole, nei periodi d'allenamento, bisogna
prestare attenzione al nutrimento dell'osso allo stesso modo in cui ci si preoccupa
di nutrire il muscolo. In presenza di uno squilibrio tra le percentuali di muscoli e
ossa per un periodo di tempo eccessivo, si è esposti a patologie ossee da stress
come osteoartriti o malattie degenerative di articolazioni e dischi intervertebrali.
Ricordate: l'importanza del calcio per le ossa è la stessa del potassio per muscoli
e tessuti molli.
3.Equilibrio tra gruppi di muscoli antagonisti. Da un'allenamento improprio possono risultare squilibri tra i gruppi di
muscoli antagonisti. Analizziamo l'articolazione della spalla con i rotatori interni
ed esterni. Un ricorrente errore, commesso da molti boybuilder, puo' essere spiegato
semplicemente e rappresenta il perfetto esempio di sbilanciamento tra rotatori
interni ed esterni della spalla: tra i primi sono presenti molti dei muscoli piu'
potenti (latissimus dorsi, pectoralis e teres major), la loro sinergia impone una
rotazione della spalla all'interno della struttura articolare, i secondi sono solo
due (infraspinatus e teres minor) e, messi in relazione con il primo gruppo, sono
anche piu' piccoli e deboli, il loro scopo è quello di compiere una funzione
antagonista agli intrarotatori, imponendo alla spalla una rotazione all'esterno. Una
tipica seduta di allenamento che include dorso, petto, spalle e braccia comprende
sicuramente tutti gli intrarotatori, nel lavoro di rafforzamento e stretching gli
extrarotatori sono involontariamente trascurati. Risultato: i forti intrarotatori
tendono a sopraffare i deboli antagonisti, fino a creare uno squilibrio nella
biomeccanica della spalla. Con il tempo gli stessi intrarotatori si adattano allo
squilibrio accorciandosi, fino a conferire la classica postura di spalle incurvate
in avanti tipica di molti bodybuider. A causa della pratica continuativa di
allenamento e stretching impropri, questo squilibrio puo' portare a malattie
funzionali dell'articolazione come micro-lacerazioni nella cuffia dei rotatori,
traumi nella spalla, degenerazioni fibrose nelle zone di maggiore debolezza
muscolare e degenerazioni strutturali da sforzo nella struttura ossea delle spalle o
della spina dorsale.
Un altro argomento di discussione riguarda i
metodi artificiali di accrescimento muscolare. L'uso piu' comune di stimolazione
artificiale della crescita muscolare riguarda gli steroidi. In un periodo iniziale
d'utilizzo è possibile che si avvertano risultati positivi. L'abuso intenso e
continuato, invece, influenzera' negativamente l'organismo e quindi il
raggiungimento dei traguardi personali. Gli steroidi attaccano il tessuto connettivo
corporeo, la vera e propria "colla" che provvede a fornire forza e
stabilita' ai muscoli, ai tendini, ai legamenti e alle loro inserzioni ossee. Essi
inoltre inibiscono l'attivita' di rimozione delle tossine da parte del fegato,
conducendo ad infiammazioni e dolori cronici. Questo circolo vizioso potrebbe
portare a molte delle condizioni di debolezza, di cui abbiamo parlato poc'anzi, fra
altri problemi di salute piu' seri.
L'IMPORTANZA DELLO
STRETCHING
Uno stretching appropriato previene
l'insorgenza di squilibri muscolari
Eseguita al mattino, una
giornaliera routine di stretching generale provvede al necessario movimento del
corpo e di tutte le sue articolazioni e tutti noi sappiamo che il movimento è vita.
Tale stimolazione muscolare comportera' un ulteriore stimolo anabolico a favore
della successiva seduta con i pesi.
La sessione di stretching dovrebbe esser
suddivisa in due parti: pre e post training:
-Pre training: stretching moderato per i gruppi muscolari che abbiamo
intenzione di allenare. Una moderata pratica di esercizi respiratori portera' una
quantita' maggiore di ossigeno nel corpo, così da creare una piu' evidente risposta
corporea al successivo allenamento con i pesi, anche a livello cardiorespiratorio.
-Post training: stretching moderato dei
gruppi muscolari allenati quel giorno.
CARATTERISTICHE DI
UNA BUONA ROUTINE TOTALE DI STRETCHING
La normale sensazione di uno
stretching produttivo è di cupa sofferenza nel muscolo allungato: deve essere
avvertita piu' come fastidio che come dolore, cio' è necessario per ottenere i
massimi benefici da ogni routine di stretching. Un allungamento dovrebbe esser
mantenuto almeno per 10-15 secondi e comunque non oltre i 18. C'è comunque da dire
che, con l'adattamento progressivo delle articolazioni allo stretching, i tempi si
abbreviano sensibilmente, consentendo di eseguire tutte le posizioni per non piu' di
una decina di secondi. Un dolore acuto durante lo stretching è invece anormale e
potrebbe essere segno di una probabile presenza di lesioni.
DUE PAROLE
SULL'ALLUNGAMENTO
Gli esercizi con i pesi che tendono
a raggiungere il massimo allungamento del muscolo attraverso particolari posizioni
possono effettivamente contribuire ad evitare la stasi dei progressi, è comunque
buona norma adottarli insieme allo stretching vero e proprio, perche un allungamento
"ex abrupto" di un muscolo sotto sforzo e, per di piu', non abituato ad
allungarsi puo' generare un danno tale da costringere ad un periodo forzato di
riposo, per quanto riguarda esercizi specifici come syssy squat e addominali con
apertura completa c'è da ricordare che costringono le articolazioni ad assumere
posizioni potenzialmente lesive (qualsiasi testo moderno di fisiologia del
bodybuilding li indica come esercizi sconsigliabili). Pur non essendo così drastico
in merito (non potrei mai fare a meno degli stacchi a gambe tese!) il suggerimento
è comunque di non abusare di questi ed altri esercizi dello stesso genere,
limitandoli ad una o due serie dopo l'esercizio principale (ad esempio: il syssy
squat dopo lo squat o la pressa) tenendo anche conto che a volte basta il proprio
peso corporeo ad esercitare la stimolazione d'allungamento necessaria alla risposta
dei mitocondri.
Come per qualsiasi altro tipo di stimolazione meccanica è opportuno sospendere
stretching e allungamenti durante il recupero e la sovracompensazione delle aree
interessate, mentre è possibile alternare serie di allenamento con i pesi e
posizioni di stretching dello stesso muscolo con risultati davvero sorprendenti…provare
per credere!
Ora non vi resta che provare il
programma di stretching espressamente studiato per i bodybuilder di tutti i livelli,
disponibile fra breve "on line" in questa stessa sezione.
prosegui con la "parte 2"
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