- IL FEGATO
- (funzionamento e salute del fegato)
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IL
FUNZIONAMENTO DEL FEGATO
Il fegato è certamente l'organo
che possiede tra le più complesse, ed in parte misteriose funzioni del corpo
umano. Organo unico (molti sono doppi, ad esempio i reni e i polmoni), il fegato
con i suoi 1500 grammi rappresenta la ghiandola più grande del corpo (Fig.1). Esso riceve sangue sia arterioso, ricco in ossigeno,
tramite l'arteria epatica, sia venoso, tramite la vena porta che raccoglie il
sangue proveniente dall'apparato digerente e dalla milza, ricco di sostanze
nutritive; tutto il sangue in uscita dal fegato giunge alle vene sovraepatiche che
sboccano immediatamente nella vena cava inferiore e quindi nel cuore destro. Nel
fegato si trovano inoltre le vie biliari: esse raccolgono la bile che, prodotta
dalle cellule epatiche, viene convogliata attraverso piccoli dotti situati nel
fegato (canalicoli biliari) in dotti sempre più grandi sino al coledoco e da
questo all'intestino. In comunicazione col coledoco vi è il dotto cistico, il
quale permette l'entrata e l'uscita della bile dalla colecisti (o cistefellea),
formazione grossolanamente a forma di pera situata subito al disotto della faccia
inferiore del fegato (Fig.1).
Strategicamente localizzato a
livello della parte alta dell'addome destro, il
fegato ha come compito fondamentale quello di drenare il sangue di provenienza
intestinale, catturarne le sostanze nutritive in esso contenute derivanti dalla
dieta, metabolizzarle e distribuirle agli altri organi. E’,
insomma, il laboratorio chimico del nostro organismo.
Andrebbe più spesso ricordato
come nella medicina cinese, da più di 5000 anni, il fegato sia identificato come
l'organo più importante nell'uso e nella distribuzione della "energia"
che il rene dispensa. Ma oltre alle sostanze buone, il nostro corpo introita quasi
regolarmente sostanze dannose
(farmaci, tossici ambientali e additivi alimentari). Tutta questa spazzatura viene
eliminata massimamente dal fegato attraverso complesse reazioni chimiche che
portano alla formazione di composti solubili in acqua che verranno successivamente
eliminati per via renale e/o intestinale. Se paragoniamo i tossici ambientali
(massimamente nei cibi) di un uomo vissuto nel medioevo è facile comprendere come
essi possano essere profondamente diversi da quelli cui siamo esposti oggi. Ebbene
il fegato dei nostri antenati era in grado di svolgere egregiamente le sue
funzioni come lo è oggi, ciò indicando la plasticità e la duttilità
dell'organo (e in generale dell'uomo) ad adattarsi al mondo che ci circonda.
Da
un punto di vista funzionale, la struttura elementare ed
essenziale del fegato è la cellula epatica (epatocita). Essa capta dal sangue sia
arterioso che portale numerosissime sostanze, le trasforma per mezzo delle sue
complesse strutture cellulari e le immette rielaborate nel sangue o nella bile; in
effetti il fegato è l'organo più importante ed
insostituibile nel mantenimento dell'equilibrio chimico e funzionale
dell'organismo.
Fra le varie attività biologiche
svolte da tale organo le più importanti sono:
A) Funzione metabolica
B) Funzione detossicante
C) Produzione della bile
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Funzione
metabolica: l'insieme delle complesse attività biochimiche che il
fegato svolge viene definita "funzione metabolica". In pratica tale
organo interviene nel metabolismo della massima parte dei costituenti
biochimici dell'organismo; in particolare la sua funzione è determinante per
il metabolismo di:
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Proteine: la maggior parte delle sostanze proteiche del sangue è
prodotta dal fegato; per la loro importanza vanno citate soprattutto
l'albumina ed i fattori della coagulazione.
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Zuccheri: gli zuccheri (glucidi) vengono nella quasi totalità elaborati
dal fegato il principale di essi, il glucosio, può essere immagazzinato negli
epatociti sotto forma di glicogeno e quindi rimesso nel circolo sanguigno
quando necessita a scopo energetico.
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Grassi: i grassi (lipidi) alimentari assorbiti dall'intestino e quelli
provenienti dai depositi dei tessuti ricchi di grassi possono essere
utilizzati, trasformati ed in parte eliminati dal fegato; particolarmente
importanti sono i trigliceridi ed il colesterolo.
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Vitamine: le più importanti sono quelle dei complesso B (B, - B, - Bl
2), la vitamina K (fondamentale per il processo di coagulazione del sangue) e
le vitamine liposolubili (A-D-E); la maggior parte delle vitamine, per poter
svolgere la loro funzione, devono prima essere metabolizzate nel fegato.
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Ormoni. il fegato influisce sul metabolismo degli ormoni prodotti dalle
diverse ghiandole dell'organismo; infatti esso produce le proteine necessarie
al loro trasporto nel sangue e può modularne l'attività sia attivandoli, sia
inattivandoli.
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Funzione
detossicante: l'azione detossicante del fegato su varie sostanze
pericolose per l'organismo si esplica attraverso complesse attività chimiche,
che possono sia modificare le varie sostanze originali sia legarle ad altre
sostanze che fungono da trasportatori; così trasformate, numerose sostanze di
per sè dannose possono essere più facilmente eliminate o dalla bile o da
altri organi (ad es. il rene).Inoltre questi stessi processi biochimici sono
utilizzati anche per metabolizzare molti farmaci: proprio perché la
maggior parte di questi viene rielaborata a livello epatico, talvolta alcuni
farmaci possono diventare lesivi per la cellula epatica (vedi steroidi
ecc.) , determinando danni anche notevolmente gravi. Per migliorare
le funzioni del fegato vedi silimarina
.
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Produzione
della bile: la bile è una soluzione acquosa prodotta dalle cellule
epatiche che ha come principale funzione quella di permettere l'assorbimento intestinale dei grassi
alimentari e delle vitamine liposolubili (A-D-E-K). Essa svolge inoltre altre
funzioni importanti; tra di esse va ricordato che la bile è il principale
veicolo di eliminazione sia di numerose sostanze tossiche e di farmaci, sia
dell'eccesso di colesterolo. Inoltre anche la bilirubina, (sostanza che
residua dalla distruzione dei globuli rossi) viene in massima parte escreta
nella bile, di cui determina il caratteristico colore; alterazioni nella
funzione del fegato possono perciò diminuire la capacità dell'organo di
captare, trasformare ed eliminare la bilirubina e quindi, aumentando la
concentrazione di questa nel sangue, causare la tipica colorazione giallastra
degli occhi e della pelle (ittero), caratteristica di molte malattie epatiche
e/o biliari.
Questo perfetto operaio può,
ahinoi, ammalarsi molto più spesso di quanto pensiamo. La
sua dimensione è tale che solo il 30% circa del fegato è necessario per
svolgere le funzioni cui è sottoposto. Ne deriva che i primi sintomi di
malattia epatica si manifesteranno solo quando più del 70% delle cellule epatiche
sia stato in qualche modo danneggiato, cosa che richiede tempo. Inoltre il
fegato è l’unico organo del nostro organismo che rigenera, cioè è in grado,
come le code delle lucertole, di ricrescere. Purtroppo, però, soprattutto quando
i fattori lesivi che aggrediscono il fegato lo fanno in modo costante e cronico,
senza dare segnali di allarme, e ciò purtroppo accade molto spesso, la crescita
del fegato può essere anomala e dare luogo a grosse cicatrici che sconvolgono
tutta l’anatomia e la circolazione del fegato, dando luogo a quella che viene
chiamata cirrosi (vedi Fig.2).
I
principali fattori lesivi per il fegato o epatolesivi, come si
dice in termini tecnici sono:
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Agenti infettivi (ad esempio:
virus, batteri, parassiti), principalmente virus che sono di solito chiamati
con le lettere dell’alfabeto (A, B, C, D, E, F, G);
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Sostanze tossiche (ad
esempio: farmaci, alcool, sostanze chimiche);
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Patologie di altri organi (ad
esempio: cardiopatie, malattie metaboliche, tumori).
In Italia i fattori più
importanti fra tutti questi sono costituiti dalle infezioni virali (soprattutto il
virus C) e dall'alcool sia per la frequenza che per la gravità dei danni
prodotti.
Uno studio fatto dal Fondo per lo
Studio delle Malattie del Fegato (il progetto Dionysos), svolto a Campogalliano
(provincia di Modena) e di Cormons (provincia di Gorizia) ha permesso di scoprire
come circa il 20% della popolazione generale italiana ha sintomi e/o segni (le famose transaminasi alterate)
di un danno epatico, per fortuna modesto. Ciò è dovuto per fortuna solo in parte
al virus C ed all’abuso alcolico, per gran parte invece alle cattive abitudini
alimentari ed al consumo di cibi troppo grassi. Circa l'1% della popolazione
esaminata ha una malattia seria quale la cirrosi. Ciò vuol dire che in uno stadio
con 50.000 spettatori, circa 500 sono cirrotici. Se poi calcoliamo il numero dei
soggetti cirrotici in Italia, esso è di circa 600.000. Ciò indica che le
malattie di fegato sono un vero problema sociale su cui poco e male si sta
investendo in termini di prevenzione, diagnosi e ricerca. Ma, per fortuna esistono
sempre le eccezioni.
In termini generali la ricerca
clinica e sperimentale epatologica italiana è senza dubbio leader in campo
europeo e internazionale, anche se spesso i nostri ricercatori (giovani o meno),
si trovano a combattere Golia con la classica fionda. Ed è questo una delle
ragioni per cui da 15 anni la nostra associazione, il Fondo Studi Fegato sta finanziando
attività cliniche per gli ammalati di fegato ed i loro parenti e le attività di
ricerca clinica e di base più avanzate nel campo delle malattie di fegato. L’impegno
è stato ed è molto ma le soddisfazioni scientifiche e umane lo ricompensano
abbondantemente. Il Fondo Studi Fegato si è guadagnato un solido rispetto
clinico tra i pazienti e scientifico nella comunità internazionale. Ciò grazie
all'aiuto di tante persone che hanno voluto dare al Fondo parte del loro tempo e
del loro denaro. L'impegno di ognuno di noi è la vera forza della nostra azione.
Fig.1: aspetto anatomico di un fegato
normale.
Fig.2: aspetto anatomico di un fegato
affetto da cirrosi avanzata.
Recentemente la nostra
associazione ha assunto la figura giuridica di ONLUS, una brutta sigla per
indicare gli enti che svolgono azioni nel volontariato. Nella speranza che
qualcuno dei lettori si possa essere convinto a diventare uno di noi e nel darvi l’appuntamento
presto con un novo articolo su tutto ciò che riguarda l’alimentazione ed il
fegato, vi invitiamo per qualsiasi problema o per ricevere informazioni a
contattarci presso le nostre sedi: [Trieste: Tel. 040-365513; Campogalliano
(MO): Tel.e Fax: 059-525977; Cormons (GO): Tel. 0481-62111] o a scriverci
direttamente [Fondo Studi Fegato: Sede Centrale – Via Donota, 1 34121
Trieste; Sede di Campogalliano : Via Barchetta 27/D – 41011 Campogalliano
(Modena)]
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