(di David De Angelis Cyberfitness Network)
<< prima parte
Strategie nutrizionali
L'utilizzazione dei grassi può essere favorita mediante l'ingestione di due sostanze: la caffeina e la
la carnitina.
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La caffeina
Come affermato precedentemente, la lipolisi è fortemente influenzata dai livelli plasmatici di catecolamine (noradrenalina [norepifirina] e adrenalina [epinefirina]) e, come ampiamente dimostrato [11,12,13,14], la caffeina ne influenza significativamente i livelli. E' importante sottolineare il fatto che gli effetti della caffeina sulla lipolisi possono essere diametralmente opposti a seconda del momento nel quale viene ingerita: se da una parte promuove l'ossidazione dei grassi, dall'altra può ostacolarla se assunta DURANTE l'esercizio. La spiegazione a tale affermazione risiede nel fatto che l'ingestione di caffeina produce un incremento nel "breackdown" del glicogeno epatico con un conseguente innalzamento dei livelli di lattato nel plasma [11,15,16,17,18,19] e , come è noto, il lattato è un forte inibitore della lipolisi. Si comprende, quindi, come l'ingestione della caffeina DURANTE l'esercizio possa provocare la diminuzione dell'ossidazione degli acidi grassi.
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L’Acetyl-L-Carnitina
Questa sostanza naturale è prodotta in piccole quantità nell'organismo dagli aminoacidi essenziali metionina e lisina e la sua produzione è fortemente influenzata dai livelli di vitamina C, B3, B6 e ferro (ciò in pieno rispetto del più importante dei principi dell'alimentazione moderna, il Principio di SINERGIA, secondo il quale i singoli nutrienti operano ed agiscono nell'organismo tramite interazioni multiple).
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L'assunzione di carnitina trova la giustificazione nel fatto che questa sostanza promuove e velocizza l'utilizzazione degli acidi grassi: come dirette conseguenze si ha da una parte una diminuzione significativa della percentuale di grasso corporeo, dall'altra si ha un incremento nelle capacità di prestazione in quanto preserva le preziose (e limitate) scorte di glicogeno muscolare ed epatico (la cui diminuzione è direttamente correlata all'insorgere della fatica). Altro fattore importante è che la carnitina, promuovendo l'utilizzazione a scopo energetico dei lipidi ha come effetto indiretto la minore produzione di lattato susseguente duri allenamenti (anaerobici) in quanto, come è ben noto, il lattato è un prodotto di scarto del metabolismo anaerobico (che utilizza i carboidrati come fonte di energia).
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Dopo l'ingestione mediante la dieta (si trova specialmente nella carne rossa) o la supplementazione la carnitina è rilasciata nel torrente ematico e catturata dal muscolo. Piccole quantità sono perse giornalmente dal corpo nell'urina e nel bagno. Negli individui sani vi è un corretto bilanciamento tra la sintesi giornaliera e la normale perdita, ma fondamentale è la differenza tra le necessità di un soggetto sedentario e quella degli atleti; questi ultimi si trovano spesso in uno stato di deficienza in quanto spesso la richiesta supera le loro capacità di produrne [20].
Come detto in precedenza la carnitina aumenta la capacità dell'organismo di trasportare gli acidi grassi nei mitocondri per la produzione di energia e ciò produce un aumento nella resistenza e un decremento della percentuale di grasso corporeo.
Numerosi studi sono a sfavore di questa tesi: la spiegazione risiede nel fatto che sono stati effettuati utilizzando la L-Carnitina, sostanza notevolmente meno attiva (ed assorbibile) della ben diversa forma acetilica.
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L'allargamento delle cellule adipose (e probabilmente la loro formazione) è associata ad un calo di Acetyl-L-Carnitina (come dimostra uno studio condotto su umani e ratti) Un altro interessante studio condotto su ratti ha dimostrato che questa sostanza (nella forma Acetyl-L) ha prodotto una diminuzione nel diametro delle cellule adipose ed ha contrastato significativamente il loro naturale accrescimento con l'avanzare dell'età. Questo dà ragionevolmente modo di pensare che l'Acetyl-L-Carnitina possa ostacolare il decremento del tasso metabolico associato all'avanzare degli anni.
Risulta comunque necessario distinguere le sopracitate forme di carnitina (nella forma L e Acetyl-L, molto costose) per non confonderle con la forma DL-CARNITINA, tossica per l’organismo. E’ sempre comunque necessario per ogni integratore "andare oltre" l’etichetta e verificare il suo effettivo contenuto. A volte, purtroppo, la buona fede dei consumatori è raggirata da astuti (e spesso legali) giochi ingannevoli di parole.
Bibliografia
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20- LENNON DLF, et al. Effects of acute-moderate intensity exercise on carnitine metabolism in men and women. J. Appl Physiol 1983; 55:489.
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