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Addome e Addominali
(articolo di Giuseppe Paone)
Come molti di noi possono notare seguendo certe assurde
televendite in tv,
nelle prime pagine delle copertine (e non solo) delle riviste di benessere,
nelle foto stesse dei miti del bodybuilding, in primo piano troviamo spesso
e volentieri degli addomi scopliti nella roccia, con una separazione drammatica
tra i vari distretti che costituiscono la muscolatura addominale nel suo
complesso, e ora qui ora lì si promette che questo o quell'altro
sistema
possa permettere a chiunque di potersene vantare altrettanto al momento
della fatidica prova costume.
Quello che tuttavia molto raramente si sottolinea (escludendo
le fonti autorevoli,
ovviamente), è che l'alimentazione adeguata, la genetica e un allenamento
mirato, cioè ANALITICO E RAZIONALE sono gli unici elementi che in sinergia
ci possono far raggiungere l'obiettivo.
Tratterò qui in particolare della variabile ALLENAMENTO.
Innanzitutto vediamo di capire come è fatto l'addome, cioè
quali sono i
gruppi muscolari che lo costituiscono.
1-RETTO DELL'ADDOME: si tratta del muscolo con cui, per
antonomasia, viene
riassunto il concetto di "Addominali", gli Abs...il Six Pack.
Dal punto di vista anatomico origina dal processo xifoid
o dello sterno
e si inserisce nella sinfisi pubica.
Il suo compito è quello di flettere il busto sul bacino e
viceversa, oltre
che contribuire al sostegno dei visceri addominali.
Prende questo nome in virtù dell'orientamento varticale delle sue fibre.
2-OBLIQUO INTERNO: origina a livello delle superfici esterne
delle coste
dalla V alla XII, e si inserisce lungo la linea alba, il tubrcolo pubico
e la metà anteriore della cresta pubica.
Flette e ruota il tronco e sostiene i visceri come il retto
dell'addome.
3-OBLIQUO ESTERNO: origina lungo la fascia toracolombare, 2/3
anteriori
della cresta iliaca e la metà laterale del legamento inguinale; l'inserzione
si ha lungo i margini delle coste dalla X alla XII, la linea alba e il tratto
del
tendine di congiunzione.
E' agonista dell'obliquo interno, con cui condivide il
prenome in virtù
dell'orientamento obliquo delle fibre
4-TRAVERSO DELL'ADDOME: si tratta di un muscolo interno, non
visibile dall'esterno.
Origina sulle superfici interne delle coste dalla VII alla XII, fascia
toracolombare,
cresta iliaca e terzo laterale del legamento inguinale; si inserisce lungo
la linea alba con aponeurosi dell'obliquo interno, cresta pubica e pettine
del pube dal tendine di congiunzione.
Anch'esso comprime e sostiene i visceri interni.
Prende a sua volta il nome dall'orientamento delle fibre.
5-QUADRATO DEI LOMBI: origina sulla metà mediale del margine
inferiore della
XII costa e i margini delle apofisi trasverse lombari; si inserisce
nel
legamento ileolombare e il labbro interno della cresta iliaca; estende e
fissa lateralmente il rachide, e flette la costa XII durante l'inspirazione,
ed eleva omolateralmente le pelvi.
Se molti dei termini di cui sopra sembrano tanto complicati,
altrettanto
non si può certo dire delle modalità d'allenamento adatte per uno stimolo
adeguato dei muscoli che ci interessano.
Partiamo dal retto
addominale.
Alzi la mano chi di noi non si è mai perso in serie su serie
da decine e
decine di
ripetizioni di sit-up, con l'obiettivo di far emergere i cubetti....
L'idea di per sè non sarebbe malvagia, se solo lo stimolo
dato ai muscoli
target ci permettesse un lavoro concentrico ed eccentrico invece che solo
isometrico.
Mi spiego.
Durante
i sit up il busto viene flesso sull'anca, e nei sit up inversi avviene
il contrario (e abbiamo visto come il retto addominale debba flettere il
busto sul bacino e viceversa); discorso analogo per i leg rise in sospensione.
Tale lavoro è difatti compiuto concentricamente ed eccentricamente da altri
muscoli, cioè quelli che costituiscono il complesso dell'ileo-psoas.
Questo gruppo di muscoli è profondo e non visibile
dall'esterno; ha proprio
il compito, fra gli altri, di flettere il busto sull'anca e viceversa.
Data l'inserzione lungo il basso rachide, è normale quindi provare fastidi
a livello lombare durante le ultime ripetizioni dei sit.up, in quanto viene
accentuata la lordosi lombare e ciò non è auspicabile a meno di una
rettilineizzazione
a livello della stessa (anzi, in questi casi il sit-up è utilissimo).
Ma allora come fare a sollecitare il retto dell'addome?
Semplice: CRUNCH, CRUNCH INVERSI e LEG RISE con inclinazione
del busto.
Nel crunch la bassa schiena deve rimanere incollata alla
panca; viceversa
nel crunch inverso è fondamentale che si stacchi per flettere al meglio
il bacino sul busto.
In fase concentrica è necessario espirare vigorosamente
(l'addome ha anche
una funzione espiratoria, antagonista del diaframma; per questo quando abbiamo
il fiatone ci chiniamo in avanti), e in eccentrica controllare il movimento
(come sempre del resto); nel leg rise bisogna dunque inclinare in avanti
anche il bacino per far adempiere al retto addominale la propria azione
fisiologica.
Come rendere più duri i crunch?
Premetto che non ritengo per esperienza personale necessario
nessun tipo
di sovraccarico di ghisa per gli esercizi addominali (le macchine
poi....).....la
risposta ci viene data dalla biomeccanica. Per quanto riguarda la posizione
delle braccia e delle mani (nel crunch
classico, non inverso, ovviamente), abbiamo, in ordine di difficoltà crescente,
diverse opzioni:
1-braccia tese lungo i fianchi
2-braccia piegate con mani lungo le tempie (sconsiglio di
tenerle dietro
la testa per evitare inutili possibili sovraccarichi cervicali)
3-braccia tese sopra la testa.
In quest'ultimo caso, aumenta notevolmente il braccio della
resistenza della
leva biologica che si viene a creare, di conseguenza l'esecuzione è più
dura.
Per chi volesse, può essere utilissimo, a livello
propiocettivo, tenere
le mani sull'addome per percepire al meglio la contrazione.
Un altro espediente da provare è quello di declinare (nel
caso dei crunch)
e inclinare (crunch
inversi) la panca: l'angolo di lavoro sarà subito vivo.
Un ulteriore metodo, più tradizionale, è quello di
rallentare di molto la
fase eccentrica...e qui sì che è dura....
Provare per credere: crunch su declinata con braccia tese
sopra la testa
con fase eccentrica di 10 secondi....
Passiamo ora ai
muscoli obliqui.
Questi intervengono a supporto del retto in ogni crunch, per
cui il lavoro
sarà più che altro di "rifinitura", per mezzo di crunch alternati
ginocchi-gomito
e/o side bend (inclinazioni laterali del busto) , meglio se unilaterali,
con manubrio.
Il traverso dell'addome è coinvolto costantemente, ma se
volessimo dargli
uno stimolo ultradiretto direi che il VACUUM addominale è imbattibile, sia
per la proprietà di assottigliare il giro vita gonfio dall'utilizzo
sconsiderato
e spessissimo gratuito delle cinture lombari (e non solo, vedi sedentari
magri ma "gonfi"), sia perchè per eventuali fini agonistici farebbe
un effetto
spettacolare.
Sconsigliatissimo in caso di
inesperienza, si tratta di un esercizio piuttosto
complesso: una volta espirata tutta l'aria dai polmoni, si tira letteralmente
in dentro l'addome immaginando di sfiorare con esso la colonna vertebrale.
Si tiene qualche secondo la posizione trattenendo il respiro, e si rilascia.
Si può provare da sdraiati, poi via via che si prende dimestichezza si può
eseguire in ortostatismo e , una volta sul palco dell'Olympia, con le braccia
dietro la testa (presente Frank Zane?) Ripeto
si tratta di un esercizio particolare e per espertissimi..lo svenimento e
la perdita di coscienza non sono una eventualità del resto troppo remota....
Concludo ricordando che un buon tono-trofismo della
muscolatura addominale è fondamentale per
una postura corretta (la catena flessoria di cui il retto dell'addome
fa parte deve equilibrarsi con quella estensoria antigravitaria, costituita
fra gli altri dai paravertebrali, antagonista), quindi in generale si
tratta di una zona da tenere sempre in considerazione in
modo particolare.
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