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TUTTO SULLE PROTEINE
2a parte
(articolo di Alessandro Locati Bodybuilding Italia Sport & Fitness)
Introduzione
In questo secondo articolo saranno discusse
le proprietà relative al metabolismo delle proteine per i
bodybuilders . Inizierò con il chiarire le tematiche legate alla digeribilità per giungere alla discussione relativa alla qualità delle proteine.
Parte 4: Digeribilità
delle proteine
Un aspetto importante del metabolismo delle
proteine riguarda l'assimilabilità delle proteine da parte del
corpo umano (digeribilità) . A volte si sente sostenere l'idea che le polveri proteiche (specialmente quelle predigerite o
idrolizzate) sono assimilate più efficacemente delle proteine intere derivanti dal cibo.
Occasionalmente si sente invece dire che le proteine dei vegetali sono più assimilabili di
quelle animali.
L'assimilabilità (digeribilità) delle
proteine è misurata confrontando la quantità di azoto persa
nelle feci (sottratta la quantità di azoto persa normalmente) con la quantità di azoto che
è stata ingerita. Quindi la ricerca sull'assimilabilità delle proteine verifica quanto
azoto è perso in più del normale, quando si ingerisce un determinato tipo di proteina.
Se una persona è stata nutrita con 5
grammi di azoto (circa 30 grammi di proteine) e 1 grammo di azoto viene perso con le feci,
ciò rappresenta una assimilabilità dell'80% (4 grammi
utilizzati diviso 5 grammi consumati). La tabella 1 mostra l'assimilabilità di alcune tra
le più comuni proteine del cibo.
Tabella 1: Digeribilità delle proteine
derivanti dal cibo
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Cibo
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Digeribilita
proteina (%)
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Uova
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97
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Latte e formaggio
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97
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Burro di arachidi
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95
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Carne e pesce
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94
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Integrali di frumento
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86
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Farina d'avena
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86
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Semi di soia
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78
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Riso
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76
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Fonte: National Research Council.
Recommended Dietary Allowances, 10th ed. National Academy Press, 1989.
Come si è potuto notare le proteine
comunemente assunte, dai bodybuilders, hanno una digeribilità (assimilabilità) ottima. Se
si presuppone che il proprio tratto digerente funzioni normalmente, non c'è ragione di
pensare che le polveri proteiche saranno digerite meglio o che avranno un maggior impatto in
termini di crescita, rispettio alle proteine intere derivanti dal cibo. Anche se alcuni tipi
di polveri proteiche promettono una assimilabilità del 100%, ciò significa una sola
differenza diel 3% rispetto a cibi come le uova o al latte. In termini pratici ciò
significa che per ogni 100 grammi di proteine ingerite la differenza tra i due livelli di
assimilabilità riguarda soli 3 grammi.
Perciò la differenza fondamentale tra le
polveri proteiche e quelle intere dei cibi non è relativa alla loro assimilabilità, ma è
relativa alla velocità con cui queste vengono assimilate dal corpo (ossia entrano nel
circolo ematico). Come già detto nel articolo 1 la
predigestione (idrolizzazione) di molte polveri proteiche aumenta la velocità con cui esse
cedono gli aminoacidi al sangue.
Parte 5: Qualità delle proteine
La qualità delle proteine è un concetto
che si riferisce a come, più o meno bene, un dato tipo di proteine è usato dal corpo.
Cioè a come il profilo degli aminoacidi indispensabili, di una determinata proteine,
corrisponde alle richieste del corpo.
Metodi di misurazione
della qualità proteica
Esistono molti metodi di misurazione della
qualità delle proteine. La classificazione della qualità delle proteine varia dunque a
seconda del metodo usato. Questo rappresenta anche il motivo per cui i venditori di proteine
propongono le "loro" come le qualitativamente migliori. Ad esempio, misurando la
qualità proteica delle uova con un certo metodo, può risultare che siano le proteine di
qualità migliore, mentre misurando la caseina con un altro metodo può risultare che sia la
caseina ad essere la migliore proteina.
Inoltre, la
qualità delle proteine è direttamente legata alle necessita fisiologiche del corpo .
Ad esempio, le proteine migliori per un bodybuilder in fase di massa, possono non esserlo in
fase ipocalorica (definizione), o per un atleta di resistenza. La dieta e l'attività
possono influire su come gli AAs vengono utilizzati nel corpo. Per esempio, negli sport di
lunga durata (resistenza) vi è la tendenza ad ossidare grandi quantità di BCAA, che quindi
andranno integrate.
Sebbene esistano numerosi metodi per
confrontare le proteine, solo pochi vengono frequentemente utilizzati nella letteratura
popolare relativa alle richieste proteiche. Questi sono: il punteggio chimico, il valore
biologico, il grado di efficienza della proteina, e la digeribilità della proteina corretta
per il punteggio degli aminoacidi.
Punteggio chimico (Chemical
score)
Questo metodo valuta in particolare la composizione chimica degli AAs indispensabili. Per
effettuare le misurazioni si assume come valore di riferimento una proteina
standard (solitamente quella dell'uovo ) e si
determina di quanto la proteina testata si discosta da quella standard. Ciò significa che i risultati esprimono valori relativi e non assoluti. Ciò
significa che è possibile ottenere misurazioni superiori a 100. Ad esempio se in nella
proteina di riferimento sono presenti 800 mg di un certo aminoacido, e nella proteina da
testare sono presenti 1000 mg dello stesso aminoacido, per a seconda proteina sarà
stabilito un valore di 125% per quell'aminoacido.
Il metodo del punteggio chimico può
inoltre essere usato per confrontare più proteine relativamente al
fabisogno di un certo tipo di soggetto (es. il bodybuilder). Se una certa
proteina contiene 100 mg/kg di un certo AA, e la quantità richiesta nell'individuo è di
150 mg/kg, il punteggio chimico assegnato a quell'aminoacido di quella proteina è 0.67,
ciò significa che quella proteina provvede a coprire il 67% del fabisogno di quella data
persona.
Nonostante il chemical score permetta di
classificare le proteine in base alla loro composizione, il suo maggior svantaggio è
rappresentato dal fatto che non fornisce alcuna informazione circa
il modo in cui la proteina è usata nel corpo , infatti questo metodo non tiene
in alcun conto la digeribilità. Per questa ragione il chemical score non è mai l'unico
metodo di misurazione adottato per definire la qualità delle proteine.
Valore Biologico (BV)
Il BV è probabilmente uno dei metodi di misurazione della qualità proteica più
comunemente usati. Il BV fornisce una misurazione della quantità di azoto fornita al corpo
diviso la quantità di azoto assorbita. BV = (azoto fornito / azoto
assorbito) * 100
Un BV di 100 indica che quella proteina è
assimilabile al 100% (il corpo riesce cioè ad usarla al 100%). Cioè per 1 grammo di
proteina ingerita il corpo ne utilizza 1 grammo.
Per determinare il BV, i soggetti sono
alimentati a zero proteine così da determinare una baseline per i livelli minimi di azoto
presenti in quel soggetto. Poi i soggetti vengono alimentati con vari livelli di proteina
(0.6, 0.5, 0.4, 0.3, g/kg di peso). In questo modo è quindi possibile stabilire il bilancio
dell'azoto, tanto più positivo è il bilancio dell'azoto tanto più elevato è il BV.
Nonostante a volte si pubblicizzino BV più
alti di 100, come ad esempio per le proteine del siro del latte (BV 157?), non è possibile ottenere un BV maggiore di 100 . Ad esempio
se le proteine del siero del latte averssero un BV di 157 significherebbe che per 1 grammo
di proteina ingerita, il corpo riuscirbbe ad assimilarne 1.57 grammi. Questo da un punto di
vista termodinamico (trasformazione ell'energia del calore in altri tipi di energia) è
impossibile. Le proteine pubblicizzate con un BV superiore a 100
andrebbero guardate con sospetto.
L'aspetto che può causare i maggiori
problemi di intepretazione alla misurazione del BV è
l'introito calorico. Una dieta molto ipercalorica può
migliorare il bilancio dell'azoto. Ciò significa che ad esempio in un bodybuilder che si
alimenta per la fase di massa, se l'introito calorico aumenta, la misurazione del BV
apparentemente aumenta. Un secondo fattore che influenza la misurazione del BV è
l'attività svolta dal soggetto. L'esercizio fisico, in
particolare il sollevamento pesi, incrementa la ritenzione di azoto e quindi apparentemente
il BV aumenta.
L'ultimo fattore relativo
all'interpretazione del BV riguarda la quantità di proteine
ingerite . Il BV misurato in condizioni standard (quello che si legge nelle
tabelle) è rilevato facendo assumere ai soggetti una dose inferiore al mantenimento (0.2 g/kg). Così ad esempio le proteine del latte mostrano un BV
vicino a 100 con un dosaggio di 0.2 g/kg, ma se aumentiamo il dosaggio a 0.5 g/kg il BV
scende più o meno a 70.
Quindi il BV
fornisce una misurazione utile alla classificazione delle proteine solo se l'assunzione di
detta proteina è inferiore alla dose di mantenimento. Più
si avvicina a quella di mantenimento e più si abbassa il BV e il corpo perde d'efficienza
nell'utilizzare i grammi di proteina fornitigli.
Tabella 2: BV di alcune proteine
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Proteina
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BV
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siero del latte (whey)
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100?
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|
uova
|
100
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latte
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93
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riso
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86
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caseina, pesce e
manzo
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75
|
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cereali
|
72
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proteine del grano
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44
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Fonte: Normal and Therapeutic Nutrition,
17th ed. Corinne H. Robinson, Marilyn R. Lawler, Wanda L. Chenoweth, and Anne E. Garwick.
Macmillan Publishing Company, 1986.
Considerando l'apporto proteico dei
bodybuilders (2.0 g/kg o più) è chiaro che le classificazioni offerte dal BV hanno poca
importanza. Infatti ogni proteina "decente" (uova, latte, riso, cereali, carne,
pesce) avrà alla fine un BV di poco differente dalle altre.
Grado di efficienza
proteica (PER)
PER è un valore che indica quanto peso (in grammi) fa guadagnare l'assunzione di un
determinato quantitativo (in grammi) di proteina. Ad esempio, un PER di 2.5 significa che
ogni grammo di proteina consumata il peso corporea aumenta di 2.5 . Il PER è
solitamente misurato su piccoli animali da allevamento messi a dieta con il 10% di proteine
a seconda del loro peso. Questo pone una domanda; i piccoli animali da allevamento
sono un buon modello per l'uomo adulto ?
Digeribilità della
proteina corretta per il punteggio degli aminoacidi (PDCAAS)
PDCAAS è l'ultimo metodo sviluppato per la misurazione della qualità delle proteine.
Come per il chemical score anche il PDCAAS classifica le proteine effettuando il confronto
con una proteina standard. In questo caso il profilo standard degli aminoacidi è definito
in modo ideale, tenendo conto del fabisogno ideale per un bambino dai due ai cinque anni.
Quanto questo possa essere utile al bodybuilder adulto lo lascio decidere a voi.
Conclusioni sulla
qualità delle proteine
Tutti i metodi che pretendono di verificare
la qualità delle proteine sono insufficienti per fornire informazioni utili al bodybuilder.
Il mio consiglio è di utilizzare quanto più possibile tutte le fonti proteiche complete
(naturali) e di utilizzare le polveri proteiche per esigenze pratiche, di preparazione
veloce di uno spuntino, o per alleggerire la digestione in caso di dieta iperproteica.
Torna all'articolo n° 1
(si parla di: fabbisogno proteico e esercizio,
diete con tante e poche proteine, ecc.)
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