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(articolo del M.d.S. Stelvio
Beraldo)
| Parametri metodologici generali |
| Esercizi con macchine e pesi liberi |
| Esercizi con attrezzi per
contrazioni isometriche |
| Esercizi con stimolazioni elettriche |
PARAMETRI METODOLOGICI GENERALI
Quando alleniamo un gruppo muscolare,
indipendentemente dai mezzi utilizzati (pesi liberi, macchine, carico naturale, elastici,
palco isometrico, acqua, ecc.), è fondamentale applicare una specifica metodologia e una
giusta entità di carico. Normalmente, per quest'ultimo parametro si fa riferimento al
massimale che si riesce a realizzare in ogni singolo esercizio, per poi stabilire le
percentuali di carico e, quindi, le fasce di lavoro per i vari tipi di forza o ipertrofia.
Nella pratica di palestra si preferisce fare
riferimento indiretto alla percentuale di carico da utilizzare, partendo dal numero di
ripetizioni che si dovrebbero eseguire in ogni singola serie. Con questo semplice
accorgimento, in qualsiasi momento e con qualsiasi sovraccarico, semplicemente contando il
numero di ripetizioni che si riescono ad eseguire in una serie portata a
"esaurimento", si è in grado di sapere quale è il massimale teorico di
quell'esercizio e a che percentuale corrisponde il peso che stiamo utilizzando, quindi la
qualità neuromuscolare interessata (Tabella 1).
È un pò come nell'allenamento della resistenza
organica, indipendentemente che si utilizzi la corsa a piedi, la cyclette, il vogatore o altro
attrezzo, il parametro di riferimento più semplice per identificare l'intensità dell'impegno
organico è la frequenza cardiaca.
Tabella 1 - Correlazione tra tipo di forza, entità
del carico, ritmo esecutivo
e numero di ripetizioni possibili in una serie (S. Beraldo 1990)

L'applicazione dei semplici parametri esposti
ci mette in grado di utilizzare razionalmente qualsiasi mezzo idoneo all'incremento delle
qualità neuromuscolari.
ESERCIZI CON MACCHINE E PESI LIBERI
I parametri di lavoro delle
macchine isocinetiche e a cammes sono gli stessi delle metodologie con i pesi liberi, con
la differenza che le macchine isocinetiche o a cammes, grazie alla costante e prolungata
tensione muscolare che determinano, permettono di eseguire un numero di serie minore.
MACCHINE ISOCINETICHE E A CAMMES
Vantaggi:
- Permettono un lavoro di
isolamento muscolare ottimale.
- Se ben costruite, danno modo
di assumere una postura corretta utile a non sovraccaricare eccessivamente la colonna
vertebrale.
- Sono di facile utilizzo anche
per i principianti.
- Consentono una applicazione
pressoché costante, su tutta l'escursione articolare, dell'intensità di carico programmata
(Figura 1).
Svantaggi:
- La predeterminazione della
traiettoria (macchine a guida fissa) limita l'intervento dei muscoli sinergici (coordinazione
intermuscolare) nonché un apprezzabile trasporto della forza ottenuta in analogo esercizio
effettuato con pesi liberi.
- Non migliorano la
coordinazione motoria generale.
- Possono creare carichi
eccessivamente localizzati sulle strutture articolari.
- Non consentono un ritmo
esecutivo adatto per lo sviluppo della forza rapida (o veloce).
- Solitamente ogni macchina
costruita per l'esecuzione di un solo esercizio.
PESI LIBERI
Vantaggi:
- Migliorano la coordinazione
motoria generale e consentono un impegno ottimale dei muscoli sinergici (coordinazione
intermuscolare).
- Permettono l'applicazione di
ritmi esecutivi diversi.
- Allenano (staticamente) anche
le masse muscolari stabilizzatrici del movimento.
- Consentono una vastissima
gamma di esercizi.
- Con posizioni di lavoro
particolari permettono la localizzazione del lavoro muscolare (manubri).
- Sono ideali per sviluppare
tutte le espressioni della forza e dell'ipertrofia.
Svantaggi:
- Alcuni esercizi, specialmente
con carico elevato, possono richiedere la presenza di un partner.
- Nei principianti è necessaria
una fase di apprendimento della corretta tecnica esecutiva degli esercizi.
- Non consentono esercizi di
notevole isolamento muscolare (bilanciere).
- Non consentono l'applicazione
costante della percentuale di carico desiderata su tutta l'escursione articolare (Figura 1).
Si potrebbe ovviare a questo lavorando, con carichi diversi, su vari angoli articolari.
Comunque richiede un notevole aumento delle serie e, quindi, di tempo.
Figura 1 - Caratteristica principale delle macchine
isocinetiche o a cammes e dei pesi liberi
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Le macchine consentono al muscolo di
sviluppare una tensione (carico) ed una velocità esecutiva costanti per tutta
l'escursione articolare. I pesi liberi, invece, permettono di lavorare con la
percentuale di carico desiderata, solo nel breve tratto del movimento ove il segmento
corporeo ha il massimo braccio di leva e, quindi, il carico massimo. Nelle posizioni
articolari estreme il carico si riduce notevolmente.
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ESERCIZI CON ATTREZZI PER CONTRAZIONI ISOMETRICHE
In auge intorno agli anni '60
(studi di Hettinger e Muller) come mezzo e metodo destinato a soppiantare l'uso dei pesi
liberi, si caratterizza per l’estrinsecazione di forza contro una resistenza fissa,
ovvero per un lavoro statico del muscolo (Figura 2).
Il metodo isometrico, pur
presentando dei vantaggi, comporta degli effetti negativi che ne consigliano l'uso solo per
brevi periodi e come ausiliario agli altri metodi per il miglioramento della forza muscolare.
Pertanto trova applicazione per
superare le "barriere" di forza massima in alcuni angoli di lavoro dei segmenti
corporei particolarmente critici. Inoltre, inserito prima dell'esecuzione di una serie, può
accelerare il processo di affaticamento ricercato subito dopo con i pesi liberi (es.: lavoro
per la forza resistente). Può trovare applicazione nel bodybuilding, sia come metodo di
pre-affaticamento prima di iniziare le serie, sia al termine delle stesse per prolungare lo
stress muscolare.
Inoltre, per la sua
caratteristica di ridurre l'estensibilità muscolare, necessita di adeguati esercizi di
stretching da effettuare al termine di ogni allenamento.
I parametri di lavoro
sono simili ai pesi liberi, con la differenza di un'unica ripetizione statica prolungata in
ogni serie. L'entità della tensione (percentuale rispetto al massimale) è la stessa
utilizzata con i pesi liberi. La durata di una singola serie corrisponde più o meno allo
stesso tempo che occorrerebbe se fosse eseguita con i pesi liberi. A causa del forte stress
nervoso vengono effettuate meno serie.
Vantaggi:
- Molto efficace per
l'incremento della forza massima.
- Non richiede un'attrezzatura particolare.
- Permette di eseguire una
vastissima gamma di esercizi, anche localizzati.
- Consente il dosaggio del
carico desiderato in tutte le posizioni articolari dei segmenti corporei.
- Può essere utile per lo
sviluppo della forza nelle posizioni angolari dei segmenti corporei "critiche"
e caratteristiche di alcuni gesti sportivi.
- Usato nella riabilitazione per
la sua semplicità di mezzi e metodi.
- Utile nelle esercitazioni per
la forza e l'ipertrofia che prevedono un pre-affaticamento muscolare prima di iniziare le
serie, o un ulteriore stress al termine delle stesse.
Svantaggi:
- L’incremento di forza
avviene soprattutto nella posizione angolare prescelta. Pertanto è opportuno selezionare e
agire, per ogni esercizio, su almeno tre diverse posizioni, una più chiusa, una intermedia e
una più aperta (Figura 2).
- Incide relativamente sulla
coordinazione intermuscolare (coordinazione tra i muscoli sinergici) e può perturbare la
coordinazione motoria.
- Influisce negativamente sull'estensibilità
dei muscoli e sulla loro capacità di rilasciamento.
- Affatica rapidamente il
sistema nervoso centrale.
- Controindicato negli sport che
si caratterizzano per la rapidità, velocità e forza rapida. In questi casi può essere
utilizzato solo per un breve periodo, nel ciclo di sviluppo della forza massima, in
particolari posizioni angolari dei segmenti corporei caratteristici della disciplina
praticata.
- Il sistema cardiovascolare è
sottoposto ad uno stress notevole (blocco respiratorio). Pertanto è controindicato in
soggetti anziani, cardiopatici e molto giovani.
Figura 2 - Esempio di lavoro isometrico su tre
differenti posizioni angolari
(muscoli flessori dell’avambraccio)

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Figura 3 - Metodo per stabilire la
percentuale del carico, rispetto al massimale, da utilizzare (Esempio: Esercizio di piegamento gambe).
I tubi del castello presentano diversi fori a
varie altezze.
Si inseriscono due coppie di spinotti:
- a: dove poggia il bilanciere;
- b: dove viene spinto il bilanciere, altezza
che corrisponde all'angolo di lavoro previsto.
A questo punto basta stabilire il carico
massimale che si riesce a spostare dall'appoggio "a" al punto di contrasto
"b" e calcolare le corrispondenti percentuali.
In ogni serie, la percentuale di carico che ci
interessa va mantenuta per il tempo previsto, in leggero contatto con lo spinotto
"b".
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Figura 4 - Attrezzatura "fai da te" per
l'isometrica

Figura 4 Esempio di esercizi isometrici

ESERCIZI CON STIMOLAZIONE ELETTRICA
Viene usata con successo da moltissimi anni nella prevenzione dell’atrofia
muscolare nei soggetti con particolari muscoli denervati, come pure nelle situazioni
post-traumatiche per la riabilitazione durante la fase di immobilizzazione.
È in grado di attivare alcune risposte simili a quelle tipiche della
contrazione volontaria del muscolo con carichi liberi come l'aumento del flusso sanguigno e
del metabolismo locale, del contenuto di glicogeno e, limitatamente, anche della forza e
dell'ipertrofia.
Consente di isolare con precisione il lavoro muscolare.
Nell’applicazione sportiva vengono utilizzati solitamente
una frequenza (Hz) bassa, forte intensità e impulsi brevi per un reclutamento
privilegiato delle fibre rapide II B. Una frequenza alta e una intensità debole per il
reclutamento delle fibre di tipo I e delle fibre miste di tipo II A.
Vantaggi:
- Può accelerare il recupero
motorio dopo un trauma all'apparato locomotore. Infatti, come avviene anche con i
sovraccarichi, aumenta il flusso sanguigno, il metabolismo locale, il contenuto di glicogeno
e, limitatamente, anche la forza e l'ipertrofia.
- Permette un lavoro muscolare
localizzato anche ai singoli muscoli.
- L'applicazione dello stimolo
(tensione) può avvenire per un periodo molto lungo.
- Non ha effetti inibitori da
fatica sul Sistema Nervoso Centrale.
Svantaggi:
- Non coinvolge il Sistema
Nervoso Centrale con tutte le risposte propriocettive.
- Non attiva l’intervento dei
processi ormonali.
- Le fibre muscolari interessate
sono soprattutto quelle periferiche, mentre quelle più profonde lo sono poco o niente.
- Se applicato
contemporaneamente all’esecuzione con sovraccarichi, può portare i tessuti muscolari fino
alla soglia limite della loro funzione naturale in quanto, a causa dei segnali elettrici
artificiali, vengono inibiti i meccanismi fisiologici e psicologici di protezione dalla
fatica. Pertanto si può incorrere in lesioni muscolari.
(Altri articoli sull'elettrostimolazione)
Prosegue  |