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(articolo del M.d.S. Stelvio
Beraldo)
| Esercizi con gli elastici |
| Esercizi a carico naturale |
| Esercizi in acqua |
ESERCIZI CON GLI ELASTICI
Consentono di eseguire una vastissima gamma di esercizi per tutti i
gruppi muscolari del corpo (Figura 6).
La caratteristica principale degli elastici è quella di creare una tensione
iniziale che progressivamente aumenta per raggiungere il massimo alla fine della prima parte
del movimento (andata), quindi nel punto di massima chiusura articolare nel caso di una
flessione e di massima apertura articolare nel caso di una estensione (Grafico).
Questo aspetto, che può essere interessante, può anche determinare
un limite nell’utilizzo degli elastici. Infatti nelle azioni sportive la fase muscolare più
importante di ogni singolo movimento si colloca normalmente all’inizio dello stesso. Questo
fatto si evidenzia ancora di più nelle contrazioni di tipo balistico (rapidità e forza
rapida o veloce) ove la massima tensione muscolare è necessaria e si esprime proprio nella
prima fase del movimento. Quindi non sono un mezzo utile per lo sviluppo della forza rapida.
Possono avere, invece, una funzione integrativa al lavoro svolto con pesi liberi o altri
attrezzi per migliorare la forza generale, massima e resistente.
Possono svolgere un ruolo interessante nella prevenzione delle
sindromi dolorose croniche legate alle ripetizioni delle azioni tecniche specifiche che
tendono a creare squilibri muscolari (es.: azione ripetuta di abduzione ed extrarotazione dell’omero
al disopra dei 90° nella pallavolo, pallanuoto, tennis, baseball, lancio del giavellotto,
ecc.).
Per identificare l’entità del carico applicato e, quindi il tipo di forza che si sta sollecitando, si può fare
riferimento all’esperienza derivante dalla pesistica che ci insegna come il numero delle
ripetizioni possibili (a esaurimento) in una serie sono collegate al massimale (Tabella 1).
Il carico può essere graduato utilizzando elastici di resistenza
diversa oppure aggiungendo in parallelo più elastici a quello di base.
Vantaggi:
- Possibilità di un lavoro muscolare anche localizzato.
- Utili per la riabilitazione
neuro-muscolare post traumatica. Possono anche svolgere un ruolo interessante
nella prevenzione delle sindromi dolorose croniche legate alle ripetizioni delle azioni
tecniche specifiche che tendono a creare squilibri muscolari.
- Semplicità dell’attrezzatura
richiesta.
Svantaggi:
- Non sono adatti per lo
sviluppo della forza rapida in quanto la tensione muscolare è minima all’inizio della
contrazione e dell’escursione articolare e massima alla fine (Figura 5).
- Per lo stesso motivo,
nell'allenamento della forza massima, forza generale, forza resistente e ipertrofia è
necessario un lavoro suppletivo negli angoli articolari ove il carico è risultato poco
impegnativo.
Figura 5 - Tipo di resistenza offerta dagli elastici

Figura 6 - Esempio di esercizi con gli elastici

ESERCIZI A CARICO NATURALE
Il mezzo di allenamento (carico) è determinato dal solo peso del
corpo. Questo rende possibile la scelta tra una vastissima gamma di esercizi generali e
specifici che si possono esprimere con ritmi e coordinazioni vicine al gesto di gara.
Per identificare l’entità del carico applicato e, quindi il
tipo di forza che si sta sollecitando, si può fare riferimento all’esperienza derivante
dalla pesistica che ci insegna come il numero delle ripetizioni possibili (a esaurimento) in
una serie sono collegate al massimale (Tabella 1).
Il carico può essere graduato utilizzando piccoli attrezzi come
spessori, panche, piani a varia inclinazione, ecc., in modo da agire sia sull'escursione
articolare che sull'impegno muscolare. Un ulteriore espediente è l’esecuzione su un solo
arto o l’assunzione di varie posizioni delle leve corporee (Figura 8).
Vantaggi:
- Crea i presupposti per l’adattamento
biologico dell’apparato locomotore e per il miglioramento della forza generale.
- In alcuni esercizi, entro i
limiti di carico possibile, può essere utile per il miglioramento della forza resistente
nelle percentuali di carico a intensità più basse e della forza rapida nelle percentuali di
carico che permettono ritmi esecutivi molto veloci.
- Incide notevolmente sullo
sviluppo delle capacità coordinative, rapidità e velocità.
- Non richiede complessi
attrezzi di supporto.
- Se applicato con
progressività e gradualità riduce al minimo il rischio di traumi all'apparato locomotore.
Svantaggi:
- A causa della impossibilità
di definire il carico in maniera precisa e progressiva, non può essere utilizzato in maniera
ottimale per la forza massima, forza resistente e forza rapida (o veloce). Questo aspetto si
evidenzierà sempre di più nel proseguimento degli allenamenti quando occorreranno carichi
sempre maggiori.
Gli svantaggi si possono
ridurre aggiungendo un semplice carico artificiale (cintura o giubbetto zavorrati, cinturini
zavorrati per polsi e caviglie, ecc.).
Figura 8 - Esempi di
graduazione del peso negli esercizi a carico naturale

ESERCIZI IN ACQUA
L’interesse che suscita da alcuni anni l’utilizzo della piscina
come ambiente ideale per la riabilitazione motoria in genere è dovuto essenzialmente
alla spinta idrostatica che l’acqua imprime al corpo immerso.
Le ulteriori caratteristiche dell’acqua come la resistenza
idrodinamica e la pressione idrostatica hanno aperto recentemente ulteriori prospettive di
utilizzo di questo mezzo anche per l’allenamento vero e proprio di alcune capacità motorie
quali la resistenza organica e la forza muscolare. Sono invece da escludere in acqua
esercitazioni che tendono a migliorare la rapidità e la forza rapida.
Grazie alla spinta idrostatica il corpo immerso nell’acqua subisce,
rispetto alla terraferma, una diminuzione gravitaria di circa l’80% in meno. Pertanto tutto
l’apparato locomotore, in particolar modo le strutture articolari, subiscono un notevole
alleggerimento di carico.
La temperatura dell’acqua stessa, situata intorno ai 33°-34°,
permette un benefico rilassamento muscolare che facilita i movimenti. Questo sblocca le
tensioni muscolari e favorisce la possibilità di migliorare la mobilità articolare e l’allungamento
muscolare. Il rilassamento si estende anche alla psiche coinvolgendo l’individuo in maniera
totale.
La densità dell’acqua, mille volte superiore all’aria, fa si che
il movimento incida elettivamente sull’innalzamento della frequenza cardiaca (resistenza
organica).
Indicata essenzialmente per la riabilitazione, l’attività
in acqua può anche essere utilizzata per migliorare due aspetti delle qualità neuromuscolari
quali la forza generale e la forza resistente.
Durante l’esecuzione di una serie, in ciascuna ripetizione possiamo
far lavorare il segmento corporeo secondo due modalità:
- coinvolgendo il solo muscolo
agonista che ci interessa, quindi movimento "caricato" in fase concentrica (andata)
e lento in fase eccentrica (ritorno);
- coinvolgendo sia il muscolo
agonista che quello antagonista, quindi il movimento risulterà costantemente “caricato”
sia all’andata che al ritorno. In questo secondo caso va considerato che il muscolo agonista
o antagonista che si affatica prima condizionerà l’effetto allenante ottimale dell’altro
muscolo.
Una particolarità dell’acqua come sovraccarico, durante un
movimento eseguito a velocità costante, è l’effetto isocinetico, in quanto esercita
una pressione pressoché costante e della stessa intensità dall’inizio alla fine. Questo si
avvicina a quanto si ottiene in palestra con le macchine isocinetiche e a cammes.
Per identificare l’entità del carico applicato e, quindi il tipo di forza che si sta sollecitando, si può fare riferimento
all’esperienza derivante dalla pesistica che ci insegna come il numero delle ripetizioni
possibili (a esaurimento) in una serie sono collegate al massimale (Tabella 1).
Il carico sul muscolo può essere creato e graduato applicando
sul segmento che si muove delle superfici piane di area diversa (Figura 9), guanti a
ventaglio, pinne, ecc.
Vantaggi:
- Efficace nella riabilitazione
post-traumatica, specialmente per alcune lesioni che richiedono uno scarico del peso sulle
articolazioni interessate e una loro mobilizzazione forza.
- Utile in atleti infortunati
che desiderano recuperare o mantenere, durante la fase di convalescenza, una base di
resistenza organica e di forza generale.
- Consente una modalità di
allenamento che sfrutta l'effetto isocinetico, ovvero carico pressoché costante e della
stessa intensità per tutta l'escursione articolare del movimento.
Svantaggi:
- la particolare resistenza
offerta dall’acqua (effetto isocinetico), non permette esercitazioni per la forza rapida,
rapidità e velocità.
- le esercitazioni per la forza
massima e per l'ipertrofia sono difficilmente attuabili e, comunque, nettamente meno efficaci
rispetto a quelle tradizionali con pesi liberi e macchine.
Figura 9 - Esempio di esercizi in acqua per il
miglioramento della forza muscolare

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Prosegue  |