Si è
reso necessario realizzare questo articolo semplificativo, nel tentativo
di contribuire a chiarire la posizione e il ruolo degli
integratori, per liberare
l’argomento dai troppi equivoci e dalla confusione creatasi nel
pensiero collettivo, dovuti ad una informazione sommaria e non sempre
corretta, che a torto danneggia il settore, portando l’opinione pubblica
a puntare il dito contro gli
integratori alimentari.
Dalle linee guida del
Ministero della
Salute, sugli
integratori:
“Gli
integratori o complementi
alimentari sono prodotti che costituiscono una fonte
concentrata di nutrienti o sostanze ad effetto fisiologico, sia mono che
pluricomposti, destinati ad integrare o a complementare la dieta. …”.
Un
integratore, quindi, è un
prodotto alimentare che
nasce con lo scopo di arricchire la comune dieta, oggi sempre più
sbilanciata, e supplire ad eventuali carenze nutrizionali, ed è
costituito da una fonte concentrata di sostanze nutritive o aventi
effetto nutritivo o fisiologico, chiamate comunemente
nutrienti.
Questi
ultimi, i nutrienti,
rappresentano, perciò, i principi attivi degli
integratori, di cui, alcuni
sono indispensabili, perché il nostro organismo, non è in grado di
produrli da solo, come le vitamine,
i minerali, gli
amminoacidi essenziali, gli
acidi grassi essenziali,
ecc., e altri, come nel caso della creatina pur essendo prodotti
all’interno dell’organismo e, quindi, non indispensabili, sovente la
loro produzione interna non è sufficiente.
Gli
integratori alimentari, per
cui, contribuiscono al riequilibrio dell’organismo favorendone il
benessere, poichè i principi attivi contenuti in essi (i
nutrienti), sono sostanze
benefiche per la salute, sostanze che l’organismo conosce bene e sa come
utilizzare.
… A PROPOSITO DI REGOLAMENTAZIONE
Il
consumatore, oggi più di ieri, vuole essere sempre più consapevole di
tutto ciò che può contribuire al suo benessere, dato il continuo
evolversi del concetto di salute da semplice “assenza e prevenzione di
patologia” a un più generale “benessere psico-fisico”, inteso come star
bene, prima di tutto, “con se stessi”, e poi con gli altri,
conseguentemente è giusto che si focalizzi l’attenzione su una
corretta
informazione.
A tale
scopo, il
Ministero della Salute, in Italia, ha gettato le basi, a
partire dal 12 luglio 2002, con l’entrata in vigore della direttiva
europea, per un programma di
regolamentazione, dove si sono chiarite le funzioni
specifiche degli integratori
alimentari, il cui ruolo non si limita al semplice reintegro
dell’apporto nutrizionale fornito dai normali pasti, ma è volto a
promuovere e mantenere lo
stato di salute dell’organismo.
Inoltre,
in Italia, dove la legislazione vigente è più restrittiva degli altri
paesi, aziende e istituzioni, nel rispetto delle esigenze dei
consumatori, puntano sulla sicurezza
e sulla qualità dei prodotti.
La procedura prevede che tutti gli
integratori alimentari prima di essere messi in commercio,
siano sottoposti a controlli che ne garantiscano l’assoluta
non tossicità, effettuati
dalla Divisione Dietetici
del Dipartimento Alimenti Nutrizione Sanità Pubblica e Veterinaria del
ministero della Salute.
Quanto
alle possibili controindicazioni,
queste, sono legate agli alti dosaggi come per qualsiasi altro alimento,
sfido chiunque a mangiare, in un giorno, dieci chili di mele, eppure la
frutta “fa bene”. Infatti, secondo le linee guida del Ministero della
Sanità, gli integratori
devono limitarsi ai dosaggi RDA (recommended daily allowance = razione
giornaliera raccomandata).
Inoltre,
essendo considerati, da un punto di vista legislativo, alla stessa
stregua degli alimenti, essi sono in vendita presso negozi,
supermercati, erboristerie, e farmacie, anche se non hanno “nulla a che
fare coi farmaci”. A questo proposito, appare opportuno, fare finalmente
una netta distinzione tra integratore,
di cui fino ad ora si è ampliamente spiegato, e
farmaco.
Il
farmaco, secondo la
normativa comunitaria, è una
sostanza atta a prevenire o curare una malattia umana o animale,
somministrata agli stessi, allo scopo di effettuare una diagnosi medica,
oppure per ripristinare, correggere o modificare una funzione
fisiologica.
E’,
dunque, di fondamentale importanza distinguere una “sana”
integrazione alimentare dall’uso smodato di farmaci.
In
definitiva, integrazione
significa fornire l’organismo della giusta quantità, di tutti i
nutrienti di cui esso
necessita, e che risulta difficile ingerire in quantità sufficiente con
la sola dieta.
… GLI INTEGRATORI NELLO SPORT
Riflettendo su quanto detto fin’ora, si può realizzare che, la categoria
che può, maggiormente, beneficiare dell’uso degli
integratori alimentare,
è quella degli sportivi.
Chi si
allena, infatti, data l’intensa attività fisica, si trova in una
situazione diversa rispetto al sedentario, in quanto deve ingerire
quantità extra di determinati
nutrienti, sia per coprire le maggiori perdite, sia per
soddisfare un aumentato fabbisogno organico, al fine di garantire un
sufficiente apporto energetico, e sostenere l’allenamento.
Avvalersi, per cui, dell’integrazione
alimentare, con intelligenza e giudizio, e di un regime di
allenamento programmato e personalizzato in base alle proprie necessità
da personale qualificato quale è il Personal Trainer, porta come
risultato, al raggiungimento di un organismo efficiente, in grado di
realizzare al meglio le proprie potenzialità e fronteggiare gli impegni
sportivi.
Concludendo, una maggiore professionalità e una giusta informazione
rappresentano gli unici strumenti in grado di far comprendere la reale
valenza degli integratori alimentari
in ambito salutistico e sportivo.