|
(di Alessandro Locati BodyBuilding
Italia)
Come ho già esposto nell'articolo
introduttivo, il controllo delle funzioni autonome, responsabili del
funzionamento interno del nostro organismo, avviene con l'immaginazione e la visualizzazione
dei cambiamenti desiderati durante uno stato di profondo rilassamento.
La visualizzazione è stata divulgata egregiamente da atleti famosi come Arnold
Schwarzenegger e Frank Zane, i quali sostennero che grazie alla visualizzazione
furono in grado di migliorare enormemente la consapevolezza di cio che stavano
facendo. Schwarzenegger disse che si serviva della mente come di una pompa per
gonfiare il muscolo come desiderava e che prima di affrontare una variazione di
peso corporeo programmava il cervello sulla crescita o sul calo.
Questo non deve far pensare alla visualizzazione come ad un avvenimento miracoloso
o magico, ma come ad uno strumento capace di mettere sintonia tra
corpo e mente. Per mezzo della visualizzazione è possibile sintonizzare le
funzioni autonome dell'organismo con un determinato obiettivo, ossia predisporre
l'organismo al lavoro fisico e alle variazioni fisiologiche che lo dirigeranno
verso il raggiungimento della meta.
Nulla accade per caso o per magia,
ma si apprende semplicemente a comunicare al proprio corpo ciò che si stà
facendo e dove ci si vuole dirigere. L'organismo sa poi cosa deve fare per
predisporsi al lavoro necessario.
Usare la visualizzazione è
relativamete semplice anche se naturalmente serve un, più o meno prolungato,
periodo di addestramento durante il quale solitamente si impara a rendere le
proprie visualizzazioni sempre più precise, vivide e ricche di dettagli. Questo
avviene con la pratica costante e con lo sviluppo dell'abilità di sapersi creare
uno stato di rilassamento psico-fisico (es. training autogeno). Ma vediamo una
cosa alla volta.
Visualizzare significa immaginare
la propria meta o obiettivo nel modo più realistico possibile.
Il termine "realistico" ha qui un duplice significato, per prima cosa
l'immagine mentale che creiamo deve rientrare nelle nostre possibilità, non è
possibile porsi come obiettivo la capacità di volare o una circonferenza del
braccio di 50 cm, come seconda cosa l'immagine creata dovrebbe essere il più
possibile dinamica e ricca di dettagli; striature dei muscoli,
separazione muscolare, colori, suoni, commenti di altre persone ecc. L'immagine visualizzata dovrebbe essere un filmino di noi
stessi ritratti dopo aver raggiunto l'obiettivo.
Per dirlo con una metafora
divenuta oramai famosa, la visualizzazione è ciò che fa uno scultore che
accostandosi ad un blocco di marmo, ne studia le forme ne intravvede le striature
e si immagina come dovrà essere una volta scolpita. Questo scultore vede la
statua già presente all'interno del blocco grezzo e tutto ciò che deve fare è
togliere ciò che non serve. Il processo creativo ha infatti già predisposto gli
atti meccanici necessari alla realizzazione.
Il processo creativo è alla base di ogni risultato e la visualizzazione, nel
bodybuilding, è lo strumento necessario alla sua sintonizzazione con le complesse
reazioni dell'organismo.
L'ultima cosa da sapere, anche se
non per importanza, riguarda il modo in cui si giunge a visualizzare. Alla
visualizzazione si deve giungere gradualmente passando prima attraverso le fasi
del rilassamento psico-fisico. Giungere alla visualizzazione non è una
imposizione di forza o volontà ma un processo graduale, giudato da un profondo
stato di rilassamento. Prima ci si rilassa seguendo ad esempio le fasi di un training mentale (vedi articolo) e poi si inizia a
visualizzare le immagini desiderate, durante la visualizzazione ci si deve
"lasciar andare" alla spontaneità, se nella mente appare un pensiero
non bisogna cacciarlo (sarebbe un atto di forza) ma accoglierlo e lasciarlo
svanire per poi riprendere a visualizzare ciò che si desidera. Per dirlo con una
metafora la visualizzazione deve essere come acqua che scorre libera lungo il
letto di un ruscello e che lungo il suo cammino, avvolge senza spostare, i massi
di pietra che incontra; l'acqua accoglie in se, modifica il suo percorso, supera,
e riprende a scendere verso la sua meta.
-
|