Acqua minerale: come leggere l'etichetta

(articolo tratto da Corpus Project)


Un' acqua per venire considerata potabile (dal latino "potare" = bere) deve possedere determinate caratteristiche chimiche e organolettiche ed essere batteriologicamente pura; dovrà cioè essere limpida, incolore, inodore e di sapore gradevole per la presenza di sali e gas disciolti, fresca ma non fredda: la temperatura dovrebbe essere compresa tra 6 e 12° C.


Etichetta acqua minerale

 

Il contenuto in sali di calcio e magnesio determina la "durezza dell'acqua".
La durezza dell' acqua si misura in gradi francesi (1 grado francese corrisponde a 0.01 g di Carbonato di Ca/L):

    5 gradi francesi: acqua dolce tra 5 e 20 gradi: acqua moderatamente dura tra 20 e 30 gradi: acqua molto dura

L'acqua eccessivamente dura è poco idonea alla cottura dei legumi e di altri vegetali, poiché ne rende dura la cellulosa.

Il pH indica il tenore acido, neutro, alcalino dell' acqua.

Il Ph, in chimica rappresenta il valore di acidità o alcalinità di un composto, in pratica se esso è superiore a 7,07, viene detto alcalino (basico), mentre per valori inferiori viene considerato acido. Nel caso dell'acqua, un Ph acido, compreso tra 5,7 e 6,7, favorisce i processi digestivi in quanto si ha una minore azione tampone all'interno dell'apparato digerente, dovuta ad una scarsa alterazione del Ph gastrico, la cui diretta conseguenza è una maggiore facilità nel raggiungere quello ottimale necessario alla corretta assimilazione dei cibi.

Perchè un'acqua venga definita dal punto di vista legislativo, acqua minerale dovrà dimostrare di possedere proprietà terapeutiche o igieniche speciali, oltre a caratteristiche chimiche e chimico-fisiche ben definite.
Tali acque devono quindi precedentemente essere sottoposte a sperimentazioni su animali e a indagini cliniche sull'uomo, tali da convalidare queste proprietà.

La quantità di elementi minerali che resta dopo l'eliminazione totale per evaporazione di 1 L di acqua a 180° C costituisce il residuo secco o residuo fisso (la normale acqua di rubinetto contiene 0.6  g/L di sali disciolti).
In base al residuo secco le acque minerali vengono denominate:

    acque oligominerali (0.2 g/L) acque mediominerali (0.2-1 g/L) acque minerali (superiore a 1 g/L)

I minerali presenti nell'acqua sono presenti sotto forma di ioni, quindi in una forma scarsamente utilizzabile dal nostro organismo perchè dotati di uno scarso potere rotatorio. La conseguenza di ciò e che la maggior parte di essi introdotti nel nostro corpo in questa forma non vengono utilizzati da quest'ultimo ma depositati come accumulo in vari organi. Il valore raccomandato del residuo fisso non deve superare i 40 mg/l; e comunque, più basso è, e più si favorisce la diuresi naturale, e quindi il fisiologico e depurativo ricambio idrico del corpo. Nell'ottica dei problemi estetici legati alla ritenzione idrica, il residuo fisso è un dato da considerarsi fondamentale, in quanto l'eliminazione dei ristagni idrici è favorita dall'aumentata diuresi indotta dall'assunzione di acque leggere, ovvero povere di tutti i minerali e non solo di Sodio.


Considerando la temperatura alla fonte vengono considerate "fredde"  quelle con temperatura inferiore a 20° C, "termali" a 30-40 C°.

Uno ione può dare il nome all'acqua quando si trovi presente in quantità superiore ai 20 milliequivalenti%.

Sull' etichettatura delle acque minerali deve sempre risultare la determinazione dei seguenti parametri:

temperatura alla sorgente;
- concentrazione degli ioni idrogeno alla sorgente;
- conduttività;
- residuo fisso;
- ossidabilità
- anidride carbonica libera alla sorgente;
- silice;
- bicarbonati;
- cloruri;
- solfati;
- sodio;
- potassio;
- calcio;
- magnesio;
- ferro disciolto;
- fluoro;
- azoto ammoniacale;
- fosforo totale;
- grado solfidrometrico;
- stronzio;
- litio;
- alluminio;
- bromo;
- iodio.


Purtroppo  non è obbligatorio menzionare alcune importanti fonti inquinanti. Tra queste vale la pena citare i Nitriti (NO2) e Nitrati (NO3), solitamente presenti in quanto residui di fertilizzanti o liquami da allevamento e/o fognature, sostanze che in biochimica sono conosciute come precursori delle Nitrosammine, estremamente nocive e certamente legate alle evoluzioni tumorali, agli sconvolgimenti del sistema immunitario e alle modificazioni dell'emoglobina.
Circa 10 anni fa, il livello massimo di nitrati ammesso per legge era di 5 mg/l; oggi, è stato elevato a 50 mg/l. Un discorso analogo si può fare con l'arsenico (As) la cui tossicità è fuori discussione, e che viene "tollerato" fino a 0,2mg/l mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di non superare i 0,01 mg.

Tenendo invece presenti le proprietà terapeutiche, le acqua minerali possono venire distinte in vario modo; farne però una rigida classificazione risulta alquanto difficile.
Si ricordano per esempio:

Acque oligominerali

Acque bicarbonato alcalino terrose

Acque solfato bicarbonato alcalino terrose

Acque bicarbonato calciche

Acque solfare

Acque carboniche

Acque radioattive

Acque arsenicali-ferruginose


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