Dieta Scarsdale

Introduzione

Tra le diete più diffuse al mondo, più celebri per l'enorme impatto mediatico, più promettenti per i risultati proposti è sicuramente doveroso annoverare la dieta scarsdale.
Dieta scardsaleIntrodotta dai medici Tarnower e Baker nel territorio statunitense intorno alla fine degli anni 70, la dieta scarsdale prende il nome dalla ridente cittadina newyorkese nella quale fu utilizzata clinicamente la prima volta.
Sulla scia dei risultati ottenuti e sulla base di diverse evidenze che sostenevano l'utilità della restrizione glucidica nel controllo del sovrappeso, i due medici pubblicarono nel 1978  “The complete scarsdale medical diet”, che in pochi anni divenne un best-sellers venduto in tutto il mondo.

Le basi di partenza

Anche la dieta scarsdale, come in generale tutte quelle che promettono rapidi dimagrimenti in tempi decisamente ristretti, rientra tra le così dette diete low calorie e low carb.
Tuttavia al contrario di molte altre diete la scarsdale definisce alcune proporzioni specifiche tra i nutrienti, che dovrebbero guidare l'utente o il professionista nell'adeguata elaborazione del piano dietetico.
Più precisamente i rapporti dovrebbero essere:

  • 43% dell'apporto calorico giornaliero derivante dalle proteine;
  • 34,5% dell'apporto calorico giornaliero derivante dai carboidrati;
  • 22,5% dell'apporto calorico giornaliero derivante dai grassi,

in un contesto calorico di circa 1000 Kcal al giorno.
Evidentemente anche nella scarsdale esistono limiti specifici relativamente allo spettro di alimenti commestibili, mentre è possibile identificare alcuni alimenti come ad esempio il pesce ed il pollame le cui quantità di consumo sono libere.
Al contrario di altri protocolli dietetici, che prevedono una pianificazione attenta anche delle fasi di mantenimento dietetico, la scarsdale concentra il suo lavoro prevalentemente nella fase dietetica, promettendo un dimagrimento di circa 10 kg in 14 giorni, raccomandando tra l'altro di non prolungare queste linee guida dietetiche oltre le due settimane.
Le linee guida per le fasi di mantenimento sono invece molto generali, ponendo attenzione unicamente al controllo del consumo dei carboidrati.

Le regole dietetiche

La dieta scarsdale presenta alcune regole, ben definite, necessarie ad inquadrare adeguatamente la fase intensiva di dimagrimento.
Tra queste regole, le principali sono:

  • Seguire scrupolosamente il menù assegnato senza effettuare sostituzioni;
  • Non bere bevande alcoliche;
  • Evitare spuntini, tuttavia tra i pasti è possibile consumare carote e sedano;
  • Le uniche bevande consentite sono caffè, caffè decaffeinato, tè, bevande dietetiche senza zucchero ed acqua;
  • Le insalate e le verdure in genere devono essere condite con solo limone e aceto evitando olio ed altri intingoli grassi;
  • Tutte le carni consumate devono essere magre, pertanto si raccomanda di eliminare pelle o grasso in eccesso dalle stesse;
  • Fermarsi quando si avverte la sensazione di sazietà;
  • Non prolungare la dieta oltre le 14 settimane.

Dieta scardsale alimenti

Esempio menù

  • Colazione: Tè o caffè + ½ pompelmo o frutta di stagione
  • Pranzo: Carne magra, pollame o pesce + verdure condite con limone e aceto + tè o caffè è acqua
  • Cena: carne magra, pollame o pesce + verdure condite con limone e aceto + tè o caffè o acqua

Questo tipo di menù, con le opportune sostituzioni dovrebbe essere rispettato per circa 14 giorni, garantendo pertanto una perdita di almeno 500 grammi al giorno.
Data la natura restrittiva e poco varia, la dieta scarsdale è stata successivamente ampliata nelle sue sezioni con l'introduzione di menù alternativi che potessero guidare l'utente nel percorso in maniera più agevole e gustosa.
Esistono infatti oggi varianti come la scarsdale Gourmet che pur fornendo menù alternativi decisamente più gustosi, preservano i concetti dietetici di base.

Benefici

Nonostante i pochi studi pubblicati in letteratura, relativi all'efficacia di questo modello dietetico, l'unico beneficio tangibile della scarsdale risulterebbe l'intenso dimagrimento, in parte sostenuto anche dalla perdita di liquidi legati al depauperamento delle riserve muscolari ed epatiche di glicogeno.
In tal senso quindi sarebbe opportuno caratterizzare il calo ponderale, distinguendo quindi quello che è il reale dimagrimento dal possibile deperimento.
Tutti gli studi concordano nel ritenere poco vantaggiose nel mantenimento del peso a lungo termine, le dieta fortemente ipocaloriche, come la scarsdale, anche per lo scarso aspetto educativo nutrizionale.

Rischi

I rischi relativi all'utilizzo della dieta scarsdale per i 14 giorni indicati sono oggettivamente scarsi, data l'incapacità in un periodo di tempo così ristretto, di determinare gravi carenze nutrizionali.
Tuttavia è ben caratterizzato come diete fortemente ipocaloriche e potenzialmente iperoproteiche, protratte a lungo nel tempo possano:

  • Indurre costipazione;
  • Alterare le normali funzionalità cognitive, inducendo nervosismo, irritabilità e difficolta di concentrazione;
  • Contribuire alla patogenesi di patologie cronico-degenerative come l'osteoporosi;
  • Aumentare il rischio cardiovascolare;
  • Aumentare l'impegno epatico e renale.

Per questi motivi protocolli dietetici di questo genere sono fortemente controindicati durante la gravidanza e l'allattamento, nei bambini e negli adolescenti in crescita, nei soggetti già malnutriti ed in presenza di particolari condizioni cliniche.
Controindicazioni che evidentemente si estendono anche agli sportivi, proprio per il modestissimo potere nutrizionale.
Proprio per l'invasività di questi protocolli dietetici sarebbe opportuno richiedere l'attenta supervisione medica durante tutte le fasi di questa dieta.

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