Polifenoli, Salute e Vantaggi nello Sport

Introduzione

Già dai tempi più remoti la dieta e gli alimenti hanno rappresentato il primo strumento terapeutico utile nella mani del paziente.
Gli enormi passi avanti fatti in ambito tecnologico e di ricerca hanno permesso gradualmente di identificare alcuni dei principi attivi presenti negli alimenti e contestualmente dotati di attività biologica.
Nel tempo quindi è stato possibile formulare diete mirate contenenti alimenti funzionali, spesso definiti functional food o smart food, in grado di rispondere a specifiche esigenze terapeutiche.
In questo effervescente contesto è stato possibile individuare anche nuovi potenziali stati patologici, fino a diverso tempo fa sottovalutati, indotti dalle errate abitudini alimentari e potenzialmente migliorabili attraverso specifici accorgimenti nutrizionali.
L'esempio in assoluto più calzante è quello dello stress ossidativo, ossia di una condizione generalmente ad andamento cronico, caratterizzata da un incremento delle concentrazioni di radicali liberi dell'ossigeno e contestualmente da un calo delle difese antiossidanti, alla base di numerose patologie come diabete, Alzheimer, osteoporosi, patologie cardiovascolari ed oncologiche.
In queste circostanze la dieta costituisce un elemento chiave sia in fase preventiva che terapeutica.

Polifenoli

I polifenoli

Il tentativo di comprendere come una dieta possa contribuire al miglioramento dello stato di salute ha portato all'identificazione dei polifenoli, molecole strutturalmente caratterizzate dalla presenza di aneli fenolici e presenti in numerosi alimenti vegetali commestibili.
I polifenoli infatti sono molecole sintetizzate dalle piante in risposta a fattori ossidanti e a stress di varia natura, e utilizzati dalla stessa come elementi protettivi e vitali.
In base al numero di anelli fenolici e quindi più generalmente alla struttura chimica vengono suddivisi in:

Da oltre vent'anni questi composti sono oggetto di numerosi studi, proprio per le loro capacità antiossidanti, cardioprotettive e neuroprotettive.
Nonostante il prezioso ruolo biologico, queste sostanze sono ampiamente diffuse in natura, concentrandosi soprattutto in verdure a foglia verde, verdure e frutta di colore giallo-arancio-rosso, nella frutta di colore viola come i mirtilli e l'uva, nel tè, nei legumi, nei cereali integrali, nei semi oleosi, nella frutta secca etc.
Pertanto una sana alimentazione sarebbe in grado di soddisfare ampiamente il fabbisogno di queste molecole, costituendo pertanto il primo meccanismo preventivo ed il basilare rimedio terapeutico.

Polifenoli e sport

Numerosi studi negli ultimi anni hanno ben caratterizzato il ruolo deleterio delle specie reattive dell'ossigeno sulla salute muscolo-tendinea nonché sulla performance atletica.
L'esercizio fisico condotto ad alta intensità infatti sembrerebbe da un lato generare nuove specie reattive e dall'altro depauperare le riserve antiossidanti muscolari già presenti, inducendo una condizione di stress ossidativo responsabile di progressivi danneggiamenti cellulari.
In questo contesto quindi l'assunzione di polifenoli, soprattutto nelle immediate fasi pre-allenamento, sembrerebbe contrastare l'azione lesiva delle specie ossidanti, come osservato attraverso il monitoraggio delle concentrazioni sieriche di marcatori di danno muscolare come creatin fosfo kinasi e lattato deidrogenasi.
Da un attenta rilettura della letteratura, concentrata soprattutto nella valutazione degli effetti protettivi dei polifenoli del tè verde sul muscolo, emergerebbe la capacità di queste specie di:

Polifenoli e sport: solo benefici?

Se da sempre si è guardato al controllo dello stress ossidativo legato all'esercizio fisico come un potenziale fattore di miglioramento della performance, della salute muscolare e della composizione corporea, nell'ultimo periodo, forse anche per l'abuso fatto di certi integratori, si è rivalutato il ruolo dello stress ossidativo nell'esercizio fisico.
Secondo alcuni autori infatti, la produzione di radicali liberi dell'ossigeno in risposta ad eventi come l'attività fisica, potrebbe rappresentare un tappa biologicamente importante nell'adattamento muscolare all'esercizio.
Queste specie infatti, interagendo con specifiche strutture proteiche, potrebbero regolare l'espressione di alcuni geni direttamente coinvolti nella sintesi proteica, e quindi nella immediata ricostituzione muscolare post work-out.
L'azione inibitrice dei polifenoli e più in generale degli antiossidanti nei confronti dei ROS, potrebbe quindi, sempre secondo le ipotesi di questi ricercatori, arrestare questa attività di adattamento e sbilanciare i successivi eventi biologici.
In questi casi quindi la pratica antiossidante risulterebbe controindicata negli sportivi.

Considerazioni

Certo e ben caratterizzato è il ruolo citoprotettivo dei Polifenoli in molte condizioni sia di interesse clinico che non.
L'attenta descrizione degli eventi molecolari che seguono l'attività fisica intensa tuttavia spingerebbe a rivalutare gli effetti biologici di queste sostanze in ambito sportivo.
Secondo differenti autori tuttavia il problema sull'utilità o meno dell'integrazione con antiossidanti e polifenoli in ambito sportivo, sarebbe strettamente legata al tipo di disciplina e quindi all'intensità dell'esercizio fisico e della relativa risposta ossidante.
Più precisamente se in condizioni di auspicabile attività fisica, i ROS avrebbero degli effetti biologici interessanti sul muscolo che andrebbero quindi preservati, l'attività fisica intensa, come quella sostenuta da atleti agonisti, potrebbe invece sbilanciare decisamente l'equilibrio ossidativo, inducendo condizioni di stress deleterie per la salute fisica e psichica dell'atleta.
In quest'ultimo caso quindi l'assunzione quotidiana di polifenoli, potrebbe rivelarsi non sono particolarmente indicata ma anche vincente.

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