Proteine Idrolizzate - Vantaggi e Uso Corretto

Proteine Idrolizzate

Cosa sono

Le proteine idrolizzate sono un integratore alimentare in polvere, a base di frammenti proteici ottenuti per digestione (idrolisi enzimatica parziale) della fonte proteica originaria.

La maggior parte delle proteine idrolizzate presenti in commercio è ottenuta a partire da proteine del siero del latte o da caseine, che vengono appunto "scomposte" o digerite in frammenti proteici più semplici, al fine di ottenere tutta una serie di vantaggi organolettici e nutrizionali.

Vantaggi

I vantaggi di un'integrazione con proteine idrolizzate, rispetto a quella effettuata con proteine "integre", dipendono proprio dalla presenza di frammenti peptidici più semplici rispetto alle catene proteiche originarie; tali vantaggi si traducono in:

Svantaggi

Gli svantaggi delle proteine idrolizzate rispetto alla fonte proteica di origine risiedono essenzialmente in:

Inoltre, un idrolisi particolarmente spinta potrebbe conferire al prodotto un sapore cattivo, dato che alcuni aminoacidi in forma libera sono noti per il sapore sgradevole.

Inoltre, il rapido assorbimento aminoacidico e lo stimolo insulinico potrebbero rendere la proteina idrolizzata del siero del latte inadatta all'integrazione nei contesti in cui si richiede un assorbimento più lento e dilazionato nel tempo (colazione, spuntino notturno, soggetti iperinsulinemici ecc.). In questi casi, l'acquisto dovrebbe orientarsi verso le caseine idrolizzate, che sembrano possedere vantaggi sia anabolici che antacatabolici rispetto alle caseine integre.

Produzione

L'idrolisi o digestione proteica viene operata naturalmente dal nostro sistema digerente, a livello gastrico e intestinale, grazie alla presenza di specifici enzimi, generalmente chiamati proteasi o peptidasi.

Tali enzimi spezzano i legami peptidici che uniscono i singoli aminoacidi, concatenandoli in lunghe sequenze ripiegate su se stesse che danno origine, appunto, alle proteine.

In natura, esistono diversi enzimi in grado di scomporre le proteine in frammenti proteici più semplici; tali enzimi vengono prodotti sia da organismi animali, che vegetali, ma anche da microrganismi come funghi e batteri.

Un'altro modo per ottenere o favorire la digestione proteica è quello di esporre le proteine ad ambienti fortemente acidi o fortemente basici, eventualmente coadiuvati dal calore; non a caso, l'ambiente fortemente acido del nostro stomaco è molto importante per permettere una corretta digestione proteica.

In campo industriale, tuttavia, le proteine idrolizzate destinate all'integrazione proteica vengono generalmente ottenute per idrolisi enzimatica (preferibile all'idrolisi acida per evitare fenomeni di denaturazione proteica), sfruttando enzimi di origine biotecnologica.

Grado di Idrolisi

Ogni integratore di proteine idrolizzate contiene una miscela complessa di proteine e peptidi, formati da catene aminoacidiche più o meno lunghe.

Le caratteristiche di idrolisi possono essere definite da un valore conosciuto come grado di idrolisi (DH), che indica la frazione dei legami petidici che sono stati spezzati nella proteina originaria.

Da solo, tuttavia, il grado di idrolisi non è sufficiente per valutare la qualità di un integratore di proteine idrolizzate, in quanto non dà informazioni sulla composizione peptidica del prodotto; ad esempio, a parità di DH possiamo avere un prodotto con molti oligopeptidi e pochi amminoacidi in forma libera, o viceversa un prodotto ricco di amminoacidi in forma libera e con molte proteine integre.

Per questo motivo è importante valutare anche le caratteristiche di idrolisi in termini di peso molecolare. Da queste caratteristiche, infatti, dipenderanno gli effetti biologici dell'integratore e l'idoneità a specifiche esigenze nutrizionali; ad esempio, un basso grado di idrolisi potrebbe annullare qualsiasi vantaggio - in termini di tollerabilità, migliore velocità di assorbimento ed effetto insulinotropico - rispetto alla fonte proteica originaria.

Riportiamo di seguito le caratteristiche di Idrolisi di una famosa materia prima proteica di proteine del siero del latte idrolizzate, apprezzata in ambito sportivo per la sua qualità e utilizzata da molte aziende produttrici di integratori per lo sport.

DH 4 (grado di dirolisi determinato con metodo TNBS)
Profilo del Peso Molecolare, espresso in Daltons(%)
>10.000 72
5.000 - 10.000 3
2.000 - 5.000 4
1.000 - 2.000 3
500 - 1.000 4
< 500 14

Per i non addetti ai lavori, la tabella indica che

Riguardo a quest'ultimo punto, come riferimento generale, si ricorda che:

Ricordiamo che soltanto i dipeptidi e i tripeptidi possono essere assorbiti a livello intestinale; frammenti proteici di peso molecolare superiore (tetrapeptidi, pentapeptidi, oligopeptidi ecc.) necessitano della preventiva digestione (idrolisi) da parte degli enzimi (proteasi) presenti nell'orletto a spazzola degli enterociti (cellule dell'intestino tenue che tappezzano i villi intestinali).

Alternative

L'ultrafiltrazione a cui vengono sottoposte molte proteine in polvere, tende a trattenere soltanto le proteine di peso molecolare compreso tra 5 e 10kDa; allontana quindi le proteine più complesse, ma di certo non garantisce risultati analoghi all'idrolisi enzimatica.

La fortificazione delle proteine in polvere cone enzimi proteolitici, come la papaina, può agevolare i processi digestivi gastrici e intestinali, conferendo al prodotto una migliore tollerabilità da parte dei soggetti più inclini a subire difficoltà digestive e meteorismo indotti dall'assunzione di proteine in polvere.

Indicazioni

Quando usare le proteine idrolizzate?

In ambito sportivo, l'integrazione con proteine idrolizzate è indicata in tutte le circostanze in cui è importante ottenere un assorbimento rapido del prodotto, e beneficiare così di un maggior effetto insulinotropico.

Quest'ultimo termine indica la capacità dell'integratore di stimolare la secrezione di insulina; come sappiamo, non solo gli zuccheri, ma anche le proteine sono un importante fattore di stimolo sul rilascio di insulina. In particolare:

tanto maggiore e più veloce è la quantità di aminoacidi assorbita a livello intestinale e riversata nel plasma, tanto maggiore è lo stimolo insulinico.

Un maggior effetto insulinotropico si rivela particolarmente utile nel post-allenamento, quando è importante rifornire di nutrienti i muscoli svuotati dall'attività fisica, per favorire i fenomeni di recupero e crescita (anabolismo) muscolare.

Oltre a stimolare la sintesi proteica, l'apporto di proteine idrolizzate potrebbe favorire anche la sintesi di glicogeno. A tal proposito, ricordiamo che:

Ecco quindi che le proteine idrolizzate possono rivelarsi, un ottimo integratore post-workout, per stimolare e massimizzare l'anabolismo indotto dall'attività fisica e ridurre i tempi di recupero.

Studi

La maggior parte delle informazioni pubblicate nell'articolo trovano fondamento e presupposto teorico nella conoscenza della biologia del corpo umano e delle sue leggi, assodate da tempo.

Non mancano inoltre le evidenze scientifiche a conferma dei vantaggi evidenziati nell'articolo, seppur con qualche contraddizione; esistono in particolare alcune criticità sperimentali per quanto riguarda il più veloce aumento degli aminoacidi plasmatici in caso di assunzione di whey protein idrolizzate rispetto alle whey protein tradizionali (secondo alcuni Autori, come Tang e colleghi, non vi sarebbero differenzesignificative).

Chiaramente, come si è cercato di spiegare nell'articolo, molto dipende dal grado di idrolisi del prodotto, il che può spiegare la presenza in letteratura di alcuni studi dai risultati discordanti.

Per chi volesse approfondire, segnaliamo un'interessante review liberalmente consultabile a questo link, oltre alla più recente Beneficial effects of protein hydrolysates in exercise and sports nutrition

Modo d'uso

L'assunzione di piccole quantità di proteine idrolizzate durante esercizi di resistenza, in associazione a carboidrati ad alto indice glicemico, sembrerebbe utile per:

Controindicazioni ed Effetti Collaterali

Possibili controindicazioni all'uso delle proteine idrolizzate riguardano:

Per quanto riguarda i possibili effetti collaterali, seppur in misura inferiore, le proteine idrolizzate potrebbero comunque dare origine a problemi di natura gastrointestinale nei soggetti più sensibili, con nausea e meteorismo (pancia gonfia e flatulenza).

L'utilizzo in associazione a carboidrati dovrebbe essere evitato in condizioni di forte stress (ipercortisolismo) o nei soggetti con problemi di controllo della glicemia.

Bibliografia

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