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La sindrome del tunnel carpale
colpisce un nervo della mano, il mediano, che viene compresso nel suo passaggio
attraverso un canale situato all'interno del polso, detto tunnel carpale. Per
diversi motivi, (traumatiche "micro fratture", farmacologiche
"vedi uso di anabolizzanti", professionali "esempio il sarto…"o
idiopatiche "senza una causa nota"), lo spazio naturale presente in
questo canale può ridursi e comprimere più o meno tenacemente il nervo mediano.
Dal momento che tutti i bodybuilder
utilizzano spesso i polsi nelle loro sedute d'allenamento, è possibile che a lungo
andare sviluppino i sintomi tipici di tale patologia che consistono in:
parestesie (formicolio) alla mano
e avambraccio, soprattutto durante il riposo notturno;
dolore alla mano e polso, che
peggiora con l'aggravarsi della patologia;
perdita parziale della funzione
della mano, diminuendo progressivamente la forza nella presa;
Il concetto "sindrome"
indica appunto che la malattia comprende un insieme di sintomi diversi.
La sindrome si manifesta
soprattutto nelle donne in menopausa a causa di una ritenzione di liquidi nei
tessuti del corpo (meccanismo simile per chi utilizza anabolizzanti): le strutture
del tunnel carpale si gonfiano e riducono lo spazio interno. Nell'uomo, invece, più
che l'età, contano i fattori professionali, per cui le categorie più esposte sono
quelle che eseguono movimenti del polso ripetitivi e veloci.
All'inizio, i disturbi si
manifestano sottoforma di formicolii avvertiti alle prime dita della mano. I
formicolii, in seguito, diventano veri e propri dolori, che svegliano nel cuore
della notte. Poi si comincia a perdere progressivamente la sensibilità al tatto, di
conseguenza le azioni che richiedono destrezza e precisione diventano difficoltose:
non si è più in grado di scrivere, di manipolare piccoli oggetti. Infine si perde
la forza nel pollice, che non riesce più a compiere il movimento di opposizione. La
cura varia in relazione alle cause e allo stadio di avanzamento della sindrome. Se
la malattia è in fase iniziale e alla base c'è una semplice infiammazione, la cura
consiste nel somministrare antiinfiammatori non steroidei (FANS).
Nei casi in cui queste cure non
hanno dato i risultati sperati, si rende necessario l'intervento chirurgico (vedi
disegno a fondo pagina) da programmare entro qualche mese. Solitamente l'operazione
viene effettuata in anestesia locale, e consiste nel tagliare il legamento del carpo
in modo da decomprimere il nervo mediano. Nei casi più gravi. conviene operarsi al
più presto, soprattutto se risulta ridotta la massa del muscolo "tenar"
quello che permette al pollice di eseguire il movimento di opposizione. Eseguito con
accortezza l'intervento chirurgico da ottimi risultati, ma se si ricorre
all'operazione a uno stadio molto avanzato della malattia, possono non essere
recuperate la sensibilità e il movimento di opposizione del pollice. Generalmente e
sufficiente una visita specialistica per fare diagnosi di tunnel carpale, utili sono
gli esami quali: elettromiografia e risonanza magnetica.
Dopo l'intervento è d'obbligo il
riposo e la ripresa degli allenamenti in palestra dovrà seguire degli opportuni
accorgimenti:
almeno per i primi mesi evitare
assolutamente i carichi eccessivi;
evitare di stressare
eccessivamente mani e polsi;
negli esercizi di trazione usare
i ganci,
evitare strattoni e movimenti
bruschi;
eseguire un adeguato stretching
dei polsi sia prima che dopo l'allenamento.

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