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L’idea di realizzare questo
articolo è nata da uno spiacevole incidente che qualche mese fa si è verificato
nella palestra che frequento. Un giovane body builder di 22 anni durante il suo
routinario allenamento è stato colto da improvviso malore… una patologia cardiaca
stava stroncando una giovane vita, eppure bastava un semplice ECG per scongiurare
una tragedia!!!
L’impegno a cui l’organismo è sottoposto durante la pratica dello sport è tale
che necessità di un perfetto stato di buona salute ed efficienza fisica. Per
verificare la propria efficienza fisica ed evitare rischi di patologie più o meno
gravi, è opportuno sottoporsi prima di intraprendere l’attività fisica, ad un
controllo medico con il quale si possono evidenziare alterazioni favorenti
l'insorgenza di patologie invalidanti. La valutazione dell’idoneità alla pratica
degli sport deve essere ispirata a esclusivi criteri di tutela della salute e dell’integrità
fisica e psichica del soggetto. Il medico esprime il relativo giudizio con assoluta
obiettività e massima chiarezza, nell’osservanza dei protocolli previsti dalla
normativa vigente. Gli atleti che debbono ottenere il certificato di idoneità
sportiva agonistica sono coloro che praticano attività sportive qualificate
agonistiche dalle Federazioni sportive nazionali, dal CONI e dagli Enti sportivi
riconosciuti. Quelli per cui è sufficiente il certificato di idoneità sportiva
non agonistica (buona salute) sono i praticanti attività sportive
qualificate non agonistiche dalle Federazioni sportive nazionali, dal CONI e dagli
Enti sportivi riconosciuti. Le strutture preposte al rilascio del certificato di
idoneità agonistica possono essere:
· Centri A.U.S.L.
· Centri pubblici non A.U.S.L.
(es. Università)
· Centri privati convenzionati o
accreditati
· Specialisti convenzionati o
accreditati
Il rilascio della certificazione di
idoneità alla pratica sportiva agonista è demandato solo al medico specialista in
medicina dello sport operante nelle strutture pubbliche o in quelle private
autorizzate. Sempre in relazione alle varie normative regionali le strutture preposte
al rilascio del certificato di idoneità non agonistica possono essere le strutture
già elencate più il medico di medicina generale o il pediatra.
Il certificato di buona salute, ovvero di idoneità sportiva non agonistica è generico,
cioè non vi è indicazione dello sport praticato. Il certificato di idoneità
sportiva agonistica è specifico con indicato lo sport per cui è stata
concessa l’idoneità e quindi può essere utilizzato solo per quello sport in
particolare, anche se, in occasione della visita di idoneità, lo specialista può
rilasciare tanti certificati quanti sono gli sport praticati.
L’obbiettivo primario della visita medico-sportiva è di
escludere la presenza di patologie o malformazioni che controindichino l’attività
agonistica.
Gli sport sono stati suddivisi in due tipologie, a seconda dell'impegno necessario:
gli sport di Tabella A, con impegno muscolare e cardio-respiratorio lieve o
moderato, gli sport di Tabella B con impegno elevato. In base alla tabella di
appartenenza vengono effettuati diversi tipi di accertamenti.
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SPORT DI TABELLA A |
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Validità idoneità annuale |
Validità idoneità biennale |
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MOTOCICLISMO (cross, enduro,
trial, velocità), AUTOMOBILISMO VELOCITA’, BOB-SLITTINO, MOTONAUTICA, TUFFI. |
AUTOMOBILISMO REGOLARITA’,
ARCO, BOCCE, GOLF, TENNIS TAVOLO, TAMBURELLO, KARTING. |
Visita medica
Esame completo delle urine
Elettrocardiogramma a riposo
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SPORT DI TABELLA B |
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Validità idoneità annuale |
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BASEBALL e SOFTBALL, BASKET,
ATLETICA LEGGERA, CALCIO, CALCIO A 5, CANOA e KAJAK, CANOTTAGGIO, CICLISMO,
GINNASTICA, HOCKEY, JUDO, LOTTA, NUOTO, PALLAMANO, PALLANUOTO, PALLAVOLO,
PESISTICA, BODY BUILDING, RUGBY, SCHERMA,
SCI, SPORT EQUESTRI, SPORT SUBACQUEI, TENNIS. |
Visita medica
Esame completo delle urine
Elettrocardiogramma a riposo e dopo step-test (1)
Spirometria (2)
(1) e (2) vedi
esami strumentali a fondo pagina
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Quando, all'atto della visita di idoneità si verificano dei dubbi diagnostici, lo
specialista può far ricorso ad altri accertamenti per escludere la presenza di
patologie che possano controindicare l'attività sportiva. Il motivo più frequente di
ricorso ad esami integrativi è quello cardiologico. In questi casi si può far
ricorso ad:
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ESAMI CARDIOLOGICI DI III°
LIVELLO |
1. EcoCardioGrafia
TransEsofagea
2. Studio Potenziali
Tardivi Ventricolari
3. Studio
Elettrofisiologico TransEsofageo
4. Studio
Elettrofisiologico Endocavitario
5. Scintigrafia, Risonanza
Magnetica, ect.
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Nella "classificazione degli
sport in base all’impegno cardiovascolare"( da: Protocolli cardiologici per
il giudizio di idoneità allo sport agonistico 1995 - Comitato Organizzativo
Cardiologico per l'Idoneità allo Sport):
· SPORT NON COMPETITIVI CON IMPEGNO MINIMO-MODERATO
· SPORT CON IMPEGNO "NEUROGENO"
· SPORT CON IMPEGNO DI "PRESSIONE"
· SPORT CON IMPEGNO MEDIO-ELEVATO
· SPORT CON IMPEGNO ELEVATO
Il bodybuilding rientra tra le
attività sportive con impegno cardiovascolare di pressione.
E’ caratterizzato da portata cardiaca non massimale, frequenza cardiaca da elevata a
massimale e resistenze vascolari periferiche da medie ad elevate. Lo stress cardiaco e
vascolare al quale è sottoposto un bodybuilder non è da sottovalutare ecco perché
è così importante un visita cardiologica prima di intraprendere questo bellissimo
sport.
E’ importante non sottovalutare la
propria salute.
Esami strumentali di
1° livello:
(1) ECG DOPO SFORZO (Step test) Dopo la registrazione dell’ECG a riposo, si sottopone l’atleta al test
dello scalino (step test ). L’atleta, in base alle proprie caratteristiche (età,
statura, maschio/femmina) deve salire un gradino (da 30 a 50 cm) per 30 volte al
minuto per 3 minuti. Alla fine della prova viene registrato l’ECG "dopo
sforzo" con la misura della frequenza cardiaca dal 60" al 90" dalla
fine dell’esercizio. Questo determina il cosiddetto IRI (Indice di Recupero
Immediato): più basso è il valore della frequenza cardiaca misurata, migliore sarà
il giudizio sull’efficienza cardiocircolatoria. L’IRI ha comunque un valore
indicativo e non è un valido test di valutazione funzionale dell’atleta.
(2) SPIROMETRIA è un
indagine strumentale che valuta importanti parametri della meccanica respiratoria,
misura dei volumi statici (capacità vitale, volume corrente, volumi di riserva
inspiratoria ed espiratoria) e dinamici (volume espiratorio massimo/secondo e la
massima ventilazione volontaria). Questo semplice esame strumentale permette di
valutare l’integrità ed efficienza del sistema toraco-polmonare.
Se nel corso dell' ECG a riposo o
dopo sforzo si presentano dei dubbi diagnostici possono rendersi necessari gli esami
di 2° livello.
Esami strumentali di
2° livello:
(3) TEST DA SFORZO MASSIMALE. Esistono diversi protocolli di somministrazione di un carico
massimale ed abitualmente si utilizzano sia il cicloergometro che il nastro
trasportatore. Il carico di lavoro viene incrementato ad intervalli di tempo
prefissati sino ad arrivare ad esaurimento muscolare o alla massima frequenza cardiaca
teorica. Nel cicloergometro si utilizzano stadi di 2 o 3 minuti con incrementi dai 25
ai 50 Watt ciascuno ottenuti di aumentando la resistenza alla pedalata con una
frequenza della stessa intorno alle 60-70 al minuto. Nella valutazione, anche a fini
diagnostici, dell'atleta su nastro trasportatore si preferisce non usare i
classici protocolli cardiologici basati soprattutto sull'aumento progressivo della
pendenza piuttosto che della velocità (protocollo a 7 stadi di Bruce sino 9.7
km/h al 22%): inclinazioni così elevate non consentono una corsa naturale.
Nell'atleta, quindi, si preferisce aumentare il carico di lavoro utilizzando aumenti
di velocità di corsa in piano o con pendenze massime del 1-2%. Durante la prova viene
registrato di continuo l' ECG e, a intervalli regolari, la pressione arteriosa.
(4)
ELETTROCARDIOGRAFIA DINAMICA I sistemi portatili di registrazione continua del
tracciato elettrocardiografico per 24 (o anche 48) ore, attualmente permettono con
estrema facilità lo studio del comportamento dell'apparato cardiocircolatorio in ogni
condizione e per lunga durata. E' cosi possibile documentare non solo la presenza di
turbe del ritmo cardiaco (aritmie ipercinetiche o ipocinetiche), disturbi della
conduzione atrio-ventricolare o intraventricolare, turbe della ripolarizzazione
ventricolare, ecc., ma di valutarne anche l'interazione con l'attività sportiva
specifica.
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