|
IMPORTANTE: sono fermamente
contrario all'uso delle sostanze dopanti sia come atleta che come medico e sosterrò
sempre la naturale e sana pratica del culturismo all'insegna del rispetto della
salute e amore per la vita. La promozione di questi argomenti intende rappresentare
una rigorosa informazione scientifica sul doping
" tumore" di tutti gli
sport, per offrire un servizio ai lettori anche al fine di rendere noti i terribili
danni alla salute che questo "tumore" può comportare.
C'è chi lo propina come
ottimo fat-burner, considerandolo un integratore ma in realtà è uno tra i farmaci
dopanti più pericolosi. Ultimamente è largamente utilizzato nel mondo del
bodybuilding da tanti "atleti" incoscienti che pur di sciogliere un pò di
grasso e recuperare massa magra, bruciano la loro vita...
Nella tabella dei farmaci
anabolizzanti c'è incluso anche il clenbuterolo,
che pur non essendo uno steroide possiede effetti anabolici. Anche se è utilizzato spesso più per gli
effetti lipolitici che anabolici.
Il CLENBUTEROLO
è un beta2-antagonista adrenergico è un farmaco del tipo
simpaticomimetico che produce una azione stimolante periferica sulla muscolatura
liscia, una eccitazione della funzione cardiaca ed azioni di tipo metabolico ed
endocrino.
L'uso terapeutico di questi
prodotti risiede nella capacità di produrre un rilassamento della muscolatura
liscia. I beta2-antagonisti sono infatti utilizzati prevalentemente come
broncodilatatori, per la prevenzione ed il trattamento dei sintomi derivanti da
esercizi che provocano l’asma e per il rilassamento dell’utero in caso di parto
prematuro.
Gli effetti anabolici del
clenbuterolo sono utilizzati nella prevenzione dell’atrofia muscolare, per l’aumento
della massa magra del corpo e per la diminuzione dei grassi. I beta2-antagonisti
sono stati studiati estensivamente negli animali allo scopo di aumentarne la massa
magra diminuendone la grassa per migliorarne le caratteristiche alimentari! Il
clenbuterolo è un beta2-antagonista in grado di influenzare la crescita
con effetti centrali e periferici. Questi effetti includono un aumento della
contrattilità e del battito cardiaco, un aumento della glicogenolisi epatica e
muscolare, la liberazione di acidi grassi liberi ed un aumento del rilascio dell’ormone
pituitario.
Gli effetti centrali provocati da
questa tipologia di farmaci includono la stimolazione respiratoria, l’aumento dei
riflessi e la diminuzione dell’appetito. I potenti effetti ergogenici del
clenbuterolo derivano dalle caratteristiche simpaticomimetiche di questo farmaco.
Sono da rilevare l’aumento della lipolisi e la diminuzione della lipogenesi che
possono assumere aspetti drammatici nei trattamenti cronici con beta2-antagonisti.
Questi processi biochimici aumentano la disponibilità di grassi destinati alla
produzione di energia, è presumibile quindi, almeno dal punto di vista prettamente
teorico, un aumento della resistenza. Altresì si verifica inoltre un aumento della
glicogenolisi epatica (che produce una maggior quantità di carboidrati
disponibili), un aumento della disponibilità di sangue nei muscoli scheletrici ed
un aumento della capacità di distribuzione del sistema periferico. L’anabolismo
proteico è stato forse la scoperta più importante associata alla somministrazione
di clenbuterolo. Il meccanismo cellulare proposto per il controllo del metabolismo
proteico implica un aumento del trasporto di calcio, un aumento dell’ cAMP
ed una attivazione della protein-chinasi. Ambedue i meccanismi, diretto (rilascio di
insulina, aumento del flusso di sangue periferico, rilascio del GH ) ed indiretto (
modulazione del turnover delle proteine, attività contrattile) possono partecipare
al processo di ipertrofia.
Numerosi studi sull’efficienza
ergogenica sono stati condotti su animali, inoltre studi sugli esseri umani sono
stati iniziati in concomitanza del suo uso per la terapia dell’obesità. Effetti
anabolizzanti nei ratti sono stati riscontrati con un aumento del 10 – 20% della
massa muscolare dopo 1 – 2 settimane di somministrazione. La somministrazione di
beta 2 antagonisti sembra promuovere l’ipertrofia muscolare che può variare,
negli animali, dal 10 al 50%.
Le ultime ricerche lasciano
supporre che il clenbuterolo espleti prevalentemente i suoi effetti anabolizzanti
proteici attraverso una diminuzione del catabolismo proteico associato ad un lieve
aumento della sintesi proteica.
Gli effetti
collaterali del clenbuterolo sono simili a quelli di tutti i beta2-antagonisti.
Tremore, tachicardia,
ansietà, palpitazioni,
mal di testa, anoressia
ed insonnia sono i sintomi più comuni. Altri
notevoli effetti collaterali comprendono ipertrofia del
muscolo cardiaco, aritmia e l'infarto del miocardio.
|