Ferro: Funzioni, Fabbisogni e Utilità nello Sport

Introduzione

E' noto come l'esercizio fisico, soprattutto se di elevata intensità e condotto molto a lungo nel tempo, determini l'instaurarsi di una serie di modifiche, potenzialmente sfavorevoli per la salute dell'atleta.
L'incremento delle concentrazioni di citochine infiammatorie, l'aumento delle specie reattive dell'ossigeno, l'acidosi metabolica, l'ipertermia, l'ipoglicemia e l'emoconcentrazione rappresentano solo alcune delle principali modifiche sostenute dall'organismo sottoposto a stress fisico.

Ferro e Globuli rossi
Tutte queste variazioni sono alla base di una maggiore suscettibilità eritrocitaria all'emolisi, con conseguente liberazione di Ferro ed ulteriore incremento di fattori pro-ossidanti ed infiammatori.
Differenti lavori sembrano concordi nell'attribuire ai suddetti eventi il ruolo di fattore scatenante nella così detta anemia dello sportivo.
Questo fenomeno infatti sembrerebbe innescato da eventi di fase acuta, proprio determinati dall'incremento di citochine infiammatorie post work-out, con conseguente aumento anche dell'espressione di epcidina, coinvolta nella riduzione dell'assorbimento di Ferro intestinale.
Il tutto evidentemente si tradurrebbe non solo in un precario stato di salute dell'atleta ma soprattutto in un vistoso calo della performance.

Il Ferro

Il Ferro è un oligoelemento prezioso per l'organismo umano in quanto cofattore di numerose proteine, alle quali risulta legato attraverso gruppi prostetici come il gruppo EME o mediante legami di coordinazione con vari aminoacidi.
Classicamente le proteine leganti il Ferro vengono suddivise in:

Nell'uomo adulto sono presenti circa 2,2 – 3,8 grammi di Ferro, concentrati soprattutto nel sangue, nella milza, nel fegato e nel rene, mentre generalmente le perdite ammontano a 1 – 1,5 mg al giorno.
Come è noto in ambito nutrizionale il Ferro interviene:

Le diverse funzioni biologiche correlate al Ferro, ne fanno un elemento vitale per l'organismo umano.

Fabbisogni

Secondo i recenti LARN il fabbisogno medio giornaliero per la popolazione italiana è di circa 7-10 mg per la popolazione adulta maschile di circa 10-18 mg per quella femminile.
Tale fabbisogno aumenta sensibilmente, anche del 30-70%, in particolari categorie di individui come gli sportivi, i pazienti affetti da patologie autoimmuni e le gestanti.
Soddisfare il fabbisogno di Ferro in queste categorie quindi è fondamentale nel preservare l'adeguato stato di salute.

Ferro e sport

Si è appena descritto come un atleta, soprattutto se donna ed in età fertile, presenti un aumentato fabbisogno di Ferro, per via delle modificazioni biologiche indotte dall'esercizio fisico intenso.
Soddisfare quindi il fabbisogno medio giornaliero di questo minerale costituisce una delle più importanti prerogative dell'integrazione in ambito sportivo.
Per questo motivo nei vari studi pubblicati in letteratura l'adeguata assunzione di Ferro sembrerebbe:

Come precedentemente accennato, al fine di controllare adeguatamente il metabolismo del Ferro, evitando così cali potenzialmente pericolosi, oltre alla supplementazione con Ferro, potrebbe rivelarsi vincente, come emerso anche da alcuni studi, controllare l'evoluzione ossidativa ed infiammatoria che si osserva nelle immediate fasi post workout.
In quest'ottica quindi l'uso di antiossidanti, sia vitaminici che non come i flavonoidi, e di omega 3, potrebbe coadiuvare l'integrazione di Ferro, preservando il corretto assetto marziale.

Modalità d'uso

Considerando l'enorme variabilità nei dosaggi proposti, la supplementazione con Ferro dovrebbe essere adeguata alla quota dietetica assunta, alle condizioni fisiopatologiche ed al tipo di disciplina svolta.
Per un adeguata supplementazione sarebbe anche opportuno considerare la differente biodisponibilità del Ferro, a seconda del tipo di integratore utilizzato.

Precauzioni

Eventi avversi legati all'assunzione di Ferro si sono osservati in seguito all'uso eccessivo di supplementi a base di Ferro.
Decisamente meno frequenti sono state invece le reazioni avverse legate all'assunzione alimentare di questo minerale.
In generale l'assunzione di 60 mg giornalieri sembrerebbe già sufficiente a determinare la comparsa di spiacevoli reazioni gastro-enteriche, come pirosi gastrica, dolori addominali crampiformi, nausea, diarrea, vomito, stitichezza e feci scure.
Manifestazioni di tossicità acuta, questa volta per dosaggi decisamente superiori, interesserebbero il sistema cardiovascolare, il fegato, il rene ed il sistema nervoso.
Sarebbe inoltre opportuno ricordare come questo minerale potrebbe competere con l'assorbimento di altri nutrienti come calcio, zinco e rame, e come eccessi di Ferro potrebbero associarsi a stati pro-ossidanti.
Al vaglio degli esperti invece sono ancora le possibili conseguenze legate all'assunzione cronica di questo elemento.

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