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Il Carico dei Carboidrati
(1ª parte)
(di Alessandro Locati Bodybuilding
Italia)
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| PRIMA PARTE
SECONDA PARTE
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Introduzione
Se durante la fase ipocalorica
del Ciclo di Spinta Anabolica avete sperimentato una eccessiva perdita di massa
magra, questo è il sistema da provare.
Dopo alcuni cicli di spinta anabolica mi sono reso conto che il sistema funziona
veramente, è possibile ottenere grandi guadagni di massa muscolare in breve
tempo, sfruttando la naturale spinta anabolica che produce il corpo in particolari
condizioni fisiologiche. Riflettendo sui dati a mia disposizione sono però giunto
alla conclusione che per alcune persone il Ciclo di Spinta Anabolica potrebbe
essere ulteriormente migliorato.
Mi riferisco alla fase anticatabolica di definizione (per
conoscere cosa è il Ciclo di Spinta Anabolica
guarda la sintesi presente sul mio sito), questa fase
per alcune persone rappresenta un limite all'aumento costante di massa magra,
infatti alcune persone non riescono a tenere sotto controllo la perdita di massa
magra che accompagna la perdita di massa grassa durante la fase di definizione del
suddetto ciclo di spinta anabolica. Coloro che conoscono la teoria della Spinta
Anabolica sanno che il ciclo si compone di due fasi:
-la fase anabolica di massa in
cui si segue una dieta ipercalorica e si guadagna sia massa magra che massa grassa
in un rapporto che dovrebbe essere di circa 3:1 (3Kg di massa magra e 1 Kg di
massa grassa)
-la fase anticatabolica di
definizione in cui si segue una dieta ipocalorica per perdere tutto (o
più) il grasso guadagnato nella precedente fase. Assieme a questa perdita di
grasso vi è anche una perdita di massa magra, questa perdita dovrebbe essere
minima e si dovrebbe limitare ad un rapporto di 2:1 (1 Kg di massa magra persa
ogni 2 Kg di grasso perso).
La mia riflessione,
che poi ha determinato lo sviluppo di un sistema che descriverò più sotto,
riguarda proprio questa seconda fase e in particolare la perdita di massa magra.
Come alcuni di voi avranno già pensato, "per limitare la perdita di massa
magra potrebbe essere utile diminuire il deficit calorico, ossia aumentare un pò
le calorie ed avvicinarle a quelle di mantenimento", nonostante questa sia in
genere una buona idea, non lo è nel Ciclo di Spinta Anabolica, dove l'obiettivo
della fase ipocalorica non è solo quello di permettere la perdita del grasso, ma
è anche e sopratutto quello di creare un ambiente interno che reprima gli ormoni
anabolici (favorendo quelli lipolitici) e prepari il corpo alla successiva fase
ipercalorica. Il computo totale delle calorie non può quindi essere aumentato, i
regimi alimentari di 1600-1800 Kcal sono indispensabili (se leggerete la teoria capirete meglio il perchè).
Il sistema che
propongo si basa sulle teorie relative alle
diete anaboliche di Dan Duchaine e del Dr. Mauro DiPasquale e sulle teorie di
Tobjorn Akerfeldt della spinta anabolica.
In particolare si tratta di
mantenere la percentuale di carboidrati molto bassa per 5-6 giorni e poi di
aumentarla per 2-3 giorni (fase di Carico dei Carboidrati). L'idea è quella di
porre il corpo nelle condizioni bruciare
molto grasso , mantendo però elevati i livelli di glicogeno così da:
-impedire l'eccessiva perdita di acqua da parte dei muscoli
-permettere un migliore recupero ed una minore attività catabolica
In questo articolo
troverete tutte le informazioni su come impostare una fase anticatabolica di
definizione che sia veramente anticatabolica e che permetta allo stesso tempo di
creare i presupposti necessari alla successiva spinta anabolica.
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Durata e quantità
I due aspetti più critici relativi al successo del Carico di carboidrati sono, la
durata della fase e la quantità di carboidrati consumati durante questo periodo.
In breve, per realizzare ottimi livelli di glicogeno è necessario
monitorare sia la durata che la quantità di carboidrati da assumere. Il primo
limite alla sintesi del
glicogeno, a prescindere dalla quantità di carboidrati
assunti, sono gli enzimi implicati in questo processo di sintesi. Solo
consumando l'adeguata quantità di carboidrati in un adeguato periodo di tempo, si
consente una compensazione o supercompensazione del glicogeno.
Dopo
l'esercizio intenso e il completo svuotamento del glicogeno, questo può
risintetizzarsi al 100% dei suoi livelli normali (100-110 mmol/Kg) entro 24 ore, sempre
che si consumi una adeguata quantità di carboidrati. Se consideriamo di aver
svuotato tutte le riserve di glicogeno muscolare, il quantitativo di carboidrati
necessario durante il periodo di recupero è di 8-10 gr. per Kg di massa magra
(8-10 gr/Kg). In 36 ore dovrebbe quindi avvenire una compensazione di glicogeno di
circa il 150%, raggiungendo i livelli di 150-160 mmol/kg di glicogeno
muscolare.
Per immagazzinare grandi
quantità di glicogeno muscolare (175 mmol/kg o più) sono necessari 3-4 giorni di
alimentazione iper-carbo preceduta da un allenamento ad alta intensità capace di
svuotare le riserve di glicogeno.
La velocità di resintesi del
glicogeno varia molto a seconda di quale sia stato lo stimolo che ha ne
determinato lo svuotamento. In generale, l'esercizio aerobico mostra il più basso
tasso di resintesi del glicogeno (2-8 mmol/kg/ora), l'allenamento con i pesi
(1.3-11 mmol/kg/ora), e l'allenamento allo scatto nella corsa (15 to 33.6 mmol/kg/ora).
Esempio
per un bodybuilder di 70 Kg : la velocità
media di resintesi del glicogeno è di circa 5 mmol/kg/ora, e cioè di circa 120
mmol/Kg in 24 ore. Questo livello può essere raggiunto con una assunzione di;
-50 gr di carboidrati ogni 2 ore
durante le prime 24 ore (una assunzione superiore non sembra migliorare il
tasso di resintesi). Dopo 24 ore a 50 gr ogni 2 ore, si sono totalizzati circa 600 gr di carboidrati (8-10 gr/Kg di massa magra) e la
sintesi del glicogeno dovrebbe essere giunta al suo massimo.
Nelle seconde 24 ore la velocita di resintesi del glicogeno diminuisce rendendo
necessario adeguare l'apporto di carboidrati nelle 24 ore a 5 gr/Kg di massa
magra, e cioè;
-15 gr di carboidrati ogni 2 ore
durante le seconde 24 ore (circa 300 gr in 24 ore) questo garantirà il
proseguire del carico di carboidrati senza aumentare il deposito di grasso.
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Tipi di Carboidrati
Il tipo di carboidrato che si assume durante la fase di carico dei carboidrati
può influire sul tasso di risintesi del glicogeno.
Duarante le
prime 24, quando l'attività enzimatica è al suo massimo, sembra che i
carboidrati semplici (con alto indice glicemico GI) possano promuovere meglio la resintesi
del glicogeno di quanto lo possano fare i carboidrati complessi (a basso GI) come
l'amido.
Durante le
seconde 24 ore sembra che i carboidrati complessi (con basso GI) come gli
amidi o i vegetali, possano promuovere la supercompensazione del glicogeno
evitando l'accumulo di grasso (l'insulina è mantenuta a livelli stabili). Molte
persone hanno infatti notato che, la loro percentuale di grasso e la loro
ritenzione idrica sottocutanea è considerevolmente inferiore se durante le
seconde 24 ore assumono carboidrati a basso GI.
Il
fruttosio (lo zucchero semplice della frutta che permette la sintesi di
glicogeno nel fegato) non causa gli stessi effetti visti con gli altri zuccheri
semplici (glucosio o saccarosio).
Molte persone hanno notato dei miglioramenti nella resintesi del glicogeno se
durante i primi pasti (le prime ore della fase di carico dei carboidrati)
consumavano bevande (liquidi) di zuccheri semplici come i polimeri del glucosio, e
poi passavano gradualmente ai carboidrati complessi come gli amidi.
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Tempi di assunzione dei Carboidrati
Sembra logico che consumare i carboidrati, necessari alla resintesi del glicogeno,
in piccole dosi, sia l'ideale. Però è risultato (da uno studio su due gruppi di
soggetti nutriti con 525 gr di carboidrati distribuiti in due pasti o in sette
pasti) che il glicogeno complessivamente sintetizzato, dopo le 24 ore, non varia
al variare della distribuzione temporale dei carboidrati. Il gruppo nutrito con
due pasti ha infatti sintetizzato la stessa quantità di glicogeno del gruppo
nutrito con sette pasti.
Questo studio naturalmente non
deve far pensare che allora sia possibile ottenere gli stessi risultati sia da una
dieta che distribuisce l'apporto calorico in due pasti, che da una che lo
distribuisca in sei o sette pasti. Però potrebbe essere utile in talune
condizioni, ossia quando per motivi contingenti (es. durante la notte) non sia possibile assumere i pasti
ogni 2-3 ore.
Durante la fase di carico dei
carboidrati è quindi possibile consumare nell'ultimo pasto la quantità totale di
carboidrati che si dovrebbe assumere durante la notte (8 ore diviso 2-3): ad
esempio se la dose è di 50 gr di carboidrati ogni due ore, una strategia è di
consumare 200 gr di carboidrati nell'ultimo pasto (50 x 4) così da mantenere per tutta la notte alta la sintesi
del glicogeno, e di consumare assieme a questi carboidrati una piccola
quantità di proteine, grassi e fibre così che, la digestione sia lenta e il
rilascio di glucosio nel sangue sia stabile (così come anche il rilascio di
insulina). In questo modo è possibile garantire anche durante il sonno, che il
corpo abbia un rifornimento costante di glucosio e assicurarsi quindi che la
sintesi del glicogeno prosegua al massimo livello.
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Quando iniziare il carico dei carboidrati
Il Carico dei Carboidrati deve iniziare subito dopo l'allenamento. Il solo ritardo
di 2 ore determina una resintesi del glicogeno rallentata del 47% rispetto a
quella ottenibile con una assunzione immediatamente dopo l'allenamento.
L'ideale sarebbe consumare,
immediatamente dopo l'allenamento, una bevanda liquida contenente una dose
abbondante di carboidrati.
Una buona
regola sarebbe di consumare 1-1,5 gr di carbs/kg di massa magra, con circa
0,5-1 gr/Kg di massa magra di proteine, sia immediatamente dopo l'allenamento, sia
dopo 2 ore.
Una
soluzione ancora migliore è di consumare dei carboidrati sia prima (1-2
ore prima) che durante l'allenamento, cosi da permettere di iniziare la fase di
carico di carboidrati (subito dopo l'allenamento) con dei livelli di insulina già
alti.
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Allenamento e carico dei carboidrati
Una questione importante riguarda quale tipo di esercizio far precedere alla fase
di carico dei carboidrati.
Solitamente gli studi sulle fasi di carico dei carboidrati fanno riferimento
ad atleti di resistenza, quindi bisogna porre molta cura e attenzione ad
estrapolarne delle informazione e dei dati utili al bodybuilder.
E' noto che solo i muscoli,
allenati immediatamente prima dell'inizio di una fase di carico di carboidrati,
usufruiranno della supercompensazione. Quindi è chiaro che l'allenamento che precede l'inizio di una fase di carico dei
carboidrati deve riguardare l'intero corpo .
Dato che la fase carico dei
carboidrati è inserita all'interno della fase ipocalorica del Ciclo di Spinta
Anabolica si potrebbero eseguire due soli allenamenti con i pesi. Ad esempio il Mercoledì si potrebbe eseguire un
allenamento per metà corpo, e il Sabato
si potrebbe eseguire un allenamento (vedi esempio sotto) per l'intero corpo basato
sugli esercizi basilari, e poi iniziare subito una fase di carico dei
carboidrati (di 24-28 ore), che terminerà con la giornata di sabato. Il secondo
martedì si allenerà l'altra parte del corpo (quella che non si era allenata il
martedì precedente) e il secondo venerdi di nuovo l'intero corpo seguito dalla
fase di carico di carboidrati.
(Sedute di aerobica: Lunedì,
Martedì, Giovedì, Venerdì)
Primo
Mercoledì
Allenamento parte superiore
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Distensioni su panca
piana
|
3x6-9
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|
Croci ai cavi
|
2x15
|
|
Distensioni sopra la
testa (avanti)
|
3x6-9
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|
Manubri corpo 90°
|
2x6-9
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|
Estensioni tricipiti ai
cavi con corda
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3x6-9
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|
Addominali ai cavi
|
4x12-15
|
Allenamento poco intenso
senza arrivare al cedimento
Primo
Sabato
Allenamento per l'intero corpo
|
Squat
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2x20
|
|
Stacchi da terra a gambe
tese
|
2x15
|
|
Distensioni su panca
piana o inclinata
|
3x6-9
|
|
Flessioni alle parallele
|
2x6-9
|
|
Rematore
|
3x6-9
|
|
Trazioni al lat machine
|
2x6-9
|
|
Distensioni sopra la
testa (avanti)
|
3x6-9
|
Allenamento intenso al
cedimento senza sovraccarico
Secondo Mercoledì
Allenamento parte inferiore
|
Leg extension
|
3x6-9
|
|
Leg curl
|
3x6-9
|
|
Rematore
|
3x6-9
|
|
Trazioni al lat machine
|
2x6-9
|
|
Curl bicipiti ai cavi
|
3x6-9
|
|
Flessioni laterali ai
cavi (per obliqui)
|
3x12-15
|
Allenamento poco intenso
senza arrivare al cedimento
Secondo
Sabato
Allenamento per l'intero corpo
|
Squat
|
2x20
|
|
Stacchi da terra a gambe
tese
|
2x15
|
|
Distensioni su panca
piana o inclinata
|
3x6-9
|
|
Flessioni alle parallele
|
2x6-9
|
|
Rematore
|
3x6-9
|
|
Trazioni al lat machine
|
2x6-9
|
|
Distensioni sopra la
testa (avanti)
|
3x6-9
|
Allenamento intenso al
cedimento senza sovraccarico
Per coloro che hanno un
metabolismo veloce e che non necessitano di enfatizzare la perdita di grassi, una
soluzione diversa potrebbe essere quella di effettuare una ricarica di carboidrati
(di 24 ore) ogni 3-4 giorni. In questo caso lo schema da seguire potrebbe
prevedere ad esempio:
Lunedì; aerobica
Martedì; allenamento per l'intero corpo
Mercoledì; carb-load di 24 ore
Giovedì; aerobica
Venerdì; aerobica
Sabato; allenamento per l'intero corpo
Domenica; carb-load di 24 ore
Relativamente al tipo di
esercizio da compiere va fatto notare che si è constatato che l'allenamento eccentrico (quello che
coinvolge sopratutto la fase di allungamento del muscolo) rallenta la risintesi
del glicogeno del 25% a partire dal terzo giorno della fase di carico di
carboidrati.
Vedi anche gli adattamenti
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Riassunto e linee-guida
1- 8-10 grammi di carboidrati per Kg di massa
magra durante le prime 24 ore di carico. L'apporto dei carboidrati corrisponde a
circa il 70% delle calorie totali. Durante le seconde 24 ore si devono invece
consumare circa 5 grammi/Kg e questi corrispondono a circa il 60% delle calorie
totali.
2-
Le proteine dovrebbero
essere assunte in quantità di circa 2 grammi per Kg di massa magra durante tutta
la fase di carico dei carboidrati. Nelle prime 24 ora le proteine rappresentano
circa il 15% delle calorie totali mentre nelle seconde 24 ore rappresentano
circano il 25%.
3- I
grassi dovrebbero essere
mantenuti al 15% delle calorie totali, e comunque sotto gli 88 gr.
Alcuni esempi
| Prime
24 ore di carica dei carboidrati |
| Massa magra
(Kg) |
Carb
(grammi) |
Grassi
(grammi) |
Proteine
(grammi) |
Totale
calorie |
| 45 |
450 |
43 |
98 |
2600 |
| 54.5 |
540 |
51 |
115 |
3100 |
| 63.5 |
630 |
60 |
135 |
3600 |
| 72.5 |
720 |
68 |
153 |
4100 |
| 81.5 |
810 |
76 |
172 |
4600 |
| 90.5 |
900 |
85 |
193 |
5100 |
-
| Seconde
24 ore di carico dei carboidrati |
| Massa magra
(Kg) |
Carb
(grammi) |
Grassi
(grammi) |
Proteine
(grammi) |
Totale
calorie |
| 45 |
227 |
20 |
90 |
1448 |
| 54.5 |
270 |
25 |
108 |
1737 |
| 63.5 |
310 |
30 |
126 |
2014 |
| 72.5 |
360 |
35 |
144 |
2331 |
| 81.5 |
405 |
40 |
162 |
2628 |
| 90.5 |
450 |
45 |
180 |
2925 |
Queste tabelle
rappresentano solo delle linee guida, ognuno dovrebbe poi sperimentare delle
piccole variazioni per trovare la formula migliore.
(2ª
parte)
Il mio
ciclo di spinta anabolica
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