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Traumatologia: Patologie da Sovraccarico

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(articolo di Alessandro Locati Bodybuilding Italia Sport & Fitness)

 

Patologia Traumatica Acuta

 

La patologia traumatica acuta più frequentemente riscontrabile è la seguente:

 

Lesioni muscolari

Traumi distorsivi (con o senza lesioni capsulo-legamentose):

  • Ginocchio (possono essere associate lesioni meniscali)

  • Caviglia

Rachialgie acute:

  • Cervicalgia

  • Lombalgia

  • Dorsalgia

 

L’insorgenza di queste patologie è sempre in stretta correlazione con un evento acuto e violento.

 

 

Lesioni Muscolari

 

I termini “distrazione, stiramento e strappo muscolare”, comunemente, ma non correttamente utilizzati nelle palestre e negli spogliatoi, rappresentano gradi diversi di un’unica lesione caratterizzata dalla rottura di un numero variabile di fibre muscolari.

Le lesioni muscolari vengono classificate, dal punto di vista medico, proprio in rapporto all’entità del danno anatomico.

Gli arti, soprattutto quelli inferiori, sono nella ginnastica aerobica le sedi più comuni delle lesioni muscolari acute; più raramente si possono riscontrare patologie a carico della muscolatura addominale e dorsale.

L’abbondante vascolarizzazione del muscolo scheletrico determina, in occasione di una lesione, la fuoriuscita di una certa quantità di sangue: nei casi lievi il sangue rimane localizzato all’interno del ventre muscolare, mentre nei casi più gravi si superficializza, distendendo la fascia muscolare e costituendo veri e propri ematomi.

Le fibre interrotte hanno scarso potere di rigenerazione; il processo di riparazione avviene quindi con formazione di tessuto cicatriziale, le cui proprietà elastiche risultano ovviamente inferiori a quelle del tessuto muscolare.

Da queste considerazioni derivano alcuni consigli terapeutici validi per tutti i gradi delle lesioni muscolari acute:

è opportuna l’applicazione di ghiaccio sulla sede della lesione per diminuire l’eventuale fuoriuscita di sangue e l’edema reattivo ed ottenere quindi tempi di guarigione più brevi; la crioterapia non deve avere durata eccessiva (non oltre le 24-48 ore, in base alla gravità del trauma), per evitare il pericolo di “organizzazione” dell’ematoma (aumento della consistenza con deposito di sali di calcio, da cui deriva allungamento dei tempi di recupero e talvolta residui calcifici nell’ambito del ventre muscolare interessato dal trauma);

è assolutamente da evitare qualunque forma di massaggio o di manipolazione, nonché qualunque forma di calore, interventi controindicati in quanto determinano l’evoluzione dell’ematoma verso l’ossificazione intramuscolare circoscritta;

dopo la cicatrizzazione della lesione (da verificare preferibilmente con un esame ecografico) è opportuno rieducare la muscolatura mediante esercizi di allungamento (stretching) allo scopo di rielasticizzare, per quanto possibile, il tessuto di riparazione;

non si devono accelerare mai i tempi di recupero, in quanto, nonostante tutte le possibili precauzioni, la presenza di una cicatrice fibrosa, cosi diversa funzionalmente dal tessuto muscolare (contrattilità, elasticità, resistenza meccanica inferiore), espone di per sé all’eventualità di recidive.

Lesione muscolare di 1° grado

 

In questo tipo di lesione sono danneggiate solo poche fibre muscolari ed il danno anatomico è modesto. Il dolore compare spesso alla fine dell’impegno sportivo e, a volte, persino il giorno seguente. La caratteristica del dolore, comunque localizzato al ventre muscolare, è quella di accentuarsi con la contrazione attiva e con lo stiramento passivo del muscolo stesso.

La diagnosi si pone interrogando l’atleta sui tempi di comparsa del dolore e verificando, con molta cautela, l’accentuazione dello stesso nella contrazione e nello stiramento del muscolo interessato.

La terapia si basa sul riposo (generalmente dai 4-5 ai 12-14 giorni), sulla somministrazione di farmaci antinfiammatori e miorilassanti e sulla graduale ripresa dell’attività sportiva.

 

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