(di Alessandro Locati Bodybuilding Italia Sport &
Fitness)
Introduzione
In questo articolo affronteremo un argomento di sicuro interesse
per tutti gli sportivi. Perchè l'uovo è un alimento molto diffuso nelle diete degli
sportivi ed in particolar modo in quelle dei bodybuilders?
I pregi nutrizionali e dietetici, uniti alla facile
digeribilità e all’assenza di controindicazioni, rendono l’uovo un alimento molto
importante per gli atleti, da alternare, nel loro menù, alla pari con gli altri
alimenti di tipo proteico (carne, pesce, latte e derivati).
La qualità superiore delle proteine, la composizione dei lipidi in acidi
grassi, il buon contenuto di vitamine e sali minerali fanno sì che
l’uovo sia l’ideale per integrare e variare l’alimentazione degli sportivi,
limitando nel contempo l’apporto calorico.
Oggi il messaggio relativo ai "plus" nutritivi delle uova, oltre che
nell'ambito della cultura fisica, è stato ampiamente recepito dalla totalità del
mondo sportivo, come confermano le dichiarazioni rilasciate al riguardo da alcuni
esponenti di spicco del panorama sportivo italiano - Valentino Rossi, Fiona May, Jury
Chechi - per i quali l’uovo è ormai divenuto un elemento stabile e parte integrante
della loro dieta.
La crescita rappresenta una priorità fondamentale nella
vita dei bambini, ed è per tale motivo che l’uovo riveste un ruolo di grande
rilievo nell’alimentazione infantile. La necessità di costruire nuovi tessuti fa
sì che, per l’organismo in accrescimento, la quantità e la qualità delle proteine
alimentari risultino fondamentali.
Non è un caso, infatti, che questo alimento sia tenuto in grande considerazione dalle
mamme italiane: l’88% di esse, infatti, secondo una ricerca condotta dall’Eurisko,
lo ritiene un alimento ad alto valore proteico e vitaminico.
I bambini che praticano sport, ad esempio, soprattutto se impegnati nelle prime ore
del pomeriggio, dovrebbero essere abituati ad una ricca e corretta prima colazione, di
cui dovrebbe far parte l’uovo, preferibilmente crudo o magari combinato con lo
zucchero (nel famoso zabaione, da sempre considerato una vera e propria bomba
energetica).
Mediamente un uovo fornisce circa 70 Kcal e 100 g di uovo (pari a
quasi 2 uova) 128 Kcal. Può quindi costituire senz’altro un alimento indicato per
le diete dimagranti.
Va inoltre sottolineato che l’albume non contiene affatto grassi e che pertanto può
eventualmente essere consumato anche in quantità maggiore, quando ci si voglia
garantire un incremento dell’apporto proteico senza aumentare l'assunzione di
grassi. Questa indicazione è valida sia nel caso di soggetti sottoposti a particolari
attività fisiche o sportive, che in quella di regimi dietetici dimagranti dove,
peraltro, l’uovo ha sempre rivestito un ruolo importante non solo per l’elevato
contenuto in nutrienti essenziali, ma anche per il suo buon potere saziante, altro
pregio che si somma al suo già citato scarso apporto energetico.
Lo sportivo necessita di proteine ad alto valore biologico.
L’uovo risulta essere un alimento da privilegiare, una fonte concentrata di sostanze
nutritive in grado di contribuire in buona misura alla copertura del fabbisogno
proteico giornaliero, senza che questo comporti un eccessivo apporto di calorie (un
uovo ne fornisce circa 70).
È, inoltre, un alimento con uno dei più elevati coefficienti di digeribilità tra quelli proteici, visto che
abbandona lo stomaco in un periodo che va dall’ora e tre quarti alle tre ore, a
seconda del modo di cottura.
La velocità di preparazione e l’economicità dell'uovo costituiscono altri buoni
motivi per indurre gli sportivi a preferire questo alimento nella loro dieta
quotidiana. Oltre a costare poco, infatti, l’uovo può essere mangiato crudo o
cucinato in pochi minuti, ad esempio "alla coque" o "in camicia" e
contribuire dunque a rendere più agevole la preparazione di pasti o spuntini.
I valori nutrizionali
Il contenuto di colesterolo nell'uovo è di oltre un quarto
inferiore rispetto a quanto si credeva in passato. Secondo i
valori nutrizionali forniti dall’INRAN-Istituto Nazionale di Ricerca per gli
Alimenti e la Nutrizione, e grazie a un recente studio svolto presso l’Harvard
School of Public Health, è stato possibile sfatare alcune errate convinzioni sull’uovo:
oggi un uovo contiene in media circa 185 mg di colesterolo.
Anche i grassi totali dell’uovo sono oggi inferiori rispetto al passato: da
11,1 g a 8,7 g su 100 g di parte edibile (e cioè, da 5,5 g agli attuali 4,3 g per 1
uovo).
Le analisi chimiche, inoltre, hanno rilevato una prevalenza di acidi grassi insaturi
sugli acidi grassi saturi, questi ultimi responsabili dell’aumento del tasso di
colesterolo nel sangue.
Un uovo del peso medio di 55 grammi fornisce appena 60 Kcal, ma al tempo stesso
rappresenta una fonte ricchissima di nutrienti: circa 6 g di proteine, tra le
migliori, (quelle cioè che hanno la più alta capacità di essere utilizzate dall’organismo);
una buona dose delle vitamine A, B2 e acido nicotinico; nonché molti minerali.
Le uova inoltre non presentano problemi particolari di digeribilità: due uova
crude o alla coque lasciano lo stomaco in due ore circa, mentre, se sono sode, vi
impiegano tre ore. Il latte, invece, si digerisce in due ore e mezzo e la carne in tre
ore circa.
Infine bisogna sfatare anche uno tra i più diffusi luoghi comuni sulle uova: quello
della nocività per il fegato. In realtà, le
intolleranze digestive all’uovo sono molto più rare di quello che si creda e, in
genere, si tratta di allergie all’ovalbumina, senza alcun rapporto con un’insufficienza
epatica di alcun tipo. Anzi, le uova sono ricche di alcune sostanze che svolgono una
funzione protettiva nei confronti della cellula epatica.
Il bianco d’uovo apporta solo 43 calorie ogni 100 g (un
uovo contiene mediamente 37 g di albume). L’albume, pur contenendo proteine, è
infatti privo di grassi.
Il modo in cui l’uovo viene cotto rende differenti le caratteristiche sia del tuorlo
che dell’albume. Nella cottura al tegamino, per esempio, vengono coagulate le
proteine dell’albume, diversamente dalla cottura alla "coque" in cui si
ottiene un albume meno coagulato e quindi più facilmente aggredibile da parte degli
enzimi digestivi. Nell’albume, inoltre, è presente una proteina (la avidina)
che è capace di legare la biotina (una vitamina del gruppo B) rendendola non più
disponibile per l’assorbimento: con la cottura questa "antivitamina" viene
inattivata.
Il diverso tipo di cottura rende anche il tuorlo dell’uovo più o meno digeribile.
Al tegamino, per esempio, al contrario che per l’albume, le proteine non coagulano,
cosicché il rosso risulta più leggero del bianco.
Proteine
Le uova rappresentano una fonte concentrata di proteine di origine
animale, ricche di aminoacidi solforati, spesso meno presenti in altri alimenti
proteici, e pertanto in grado di contribuire in buona misura alla copertura del
fabbisogno proteico giornaliero. Se è vero che contengono mediamente quantità
proteiche minori rispetto alle carni (12,4 g per 100 g - pari a 2 uova - contro una
media di circa 22 g), è pur vero che la qualità delle proteine delle uova è
superiore: si tratta di proteine che possono vantare il più alto valore biologico fra
tutte le proteine alimentari (ossia il rapporto tra azoto trattenuto ed azoto
assorbito che è di 93,7 rispetto a 76 del pesce, 73,3 della carne bovina e 58 dei
fagioli). Aspetto questo molto importante perché il valore biologico di una proteina
è una misura quantitativa dell’attitudine della proteina stessa a soddisfare i
bisogni in aminoacidi dell’organismo per la sintesi delle sue proteine specifiche:
motivo per cui le proteine dell’uovo vengono definite "nobili" e spesso
considerate come proteine di "riferimento" per valutare la qualità
biologica degli altri alimenti proteici.
Questa caratteristica rende le uova un alimento particolarmente adatto
all’alimentazione dei bambini poiché nell’età evolutiva è preminente la
necessità di costruire nuovi tessuti e, di conseguenza, diventa assolutamente
necessario che l'apporto proteico sia corretto, sia come qualità che come quantità.
Le proteine, infatti, vanno considerate come un nutriente di tipo eminentemente
plastico, indispensabile nei processi di sintesi dei tessuti del nostro organismo.
I Grassi
Quando si parla di grassi è molto importante distinguere la loro
qualità nutrizionale, nel senso che la differenza fra i vari
tipi di grassi implica anche una loro differente azione sull’organismo.
Secondo le ultime analisi di laboratorio, nelle uova attualmente prodotte è diminuita
la presenza di acidi grassi saturi, a vantaggio di una maggiore presenza di acidi
grassi insaturi e polinsaturi con una prevalenza, in particolare, di acido linoleico.
Questo significa che la presenza di una certa quantità di colesterolo è controbilanciata in buona parte dalla prevalenza
degli acidi grassi insaturi rispetto a quelli saturi: risultano quindi ridotti
l'impatto sulla lipemia e il rischio di malattie cardiovascolari.
Il Colesterolo
A mettere decisamente un punto sulla
questione della presunta relazione tra consumo di uova e incremento del rischio di
cardiopatie è un recente studio americano che ha portato ad un risultato di grande
rilevanza pratica: mangiare fino ad un uovo al giorno non influisce sull'incidenza
delle malattie cardiovascolari nelle persone sane. In altre parole non fa aumentare il
livello di colesterolo nel sangue.
L'ormai "classico" studio è stato pubblicato da Frank Hu ed i suoi
colleghi dell'Harvard School of Public Health, sul JAMA-Journal of the
American Medical Association nell'aprile 1999. I ricercatori hanno tenuto
sotto controllo per quindici anni la salute di circa 120.000 persone (40.000 uomini e
80.000 donne) delle quali hanno ricostruito le abitudini di vita e di alimentazione
attraverso dei questionari. Ad un gruppo di persone è stata fatta seguire una dieta
che prevedeva il consumo di un uovo al giorno. Confrontando i dati provenienti da tale
gruppo con quelli raccolti fra chi non aveva inserito all'interno della propria dieta
una simile quantità di uova, è risultato evidente come all'interno del primo gruppo
non vi fosse stato un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Va inoltre
notato che nell’uovo il colesterolo è presente solo nel tuorlo e, secondo gli
attuali valori nutrizionali, la quantità di colesterolo in 100 g di uova (cioè in
circa 2 uova) si è ridotta di un quarto rispetto al passato: da 540 mg si è passati
a 370 mg.
Il colesterolo assunto attraverso l’alimentazione costituisce solo una piccola parte
del colesterolo presente nel nostro organismo. In una dieta equilibrata si consiglia
di non superare quotidianamente la quantità di circa 300 mg di colesterolo e 1 uovo
contiene oggi circa 185 mg di colesterolo. Questi risultati sono stati raggiunti
grazie alle nuove tecniche di allevamento che hanno permesso di selezionare le razze
degli animali e i mangimi con cui le galline ovaiole vengono alimentate.
"Alla luce dei dati nutrizionali e della ricerca dell'Harvard School of Public
Health, un individuo adulto può tranquillamente mangiare tre-quattro uova alla
settimana - sottolinea Marcello Ticca, Direttore dell'Unità di Documentazione
Nutrizionale dell'INRAN-Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione
- e per chi non ha particolari problemi di salute e, in particolare per chi deve
crescere e per chi fa sport, non c’è alcuna ragione di sconsigliarne anche una
quantità maggiore".
Nella loro ricerca, gli studiosi americani sono stati molto attenti a prendere in
considerazione anche alcuni importanti fattori che incidono nel livello di colesterolo
come il fumo, la sedentarietà e le scorrette abitudini alimentari e sono giunti alla
conclusione che non esiste una relazione significativa fra il consumo di uova e il
rischio di malattie cardiovascolari. I nuovi studi infatti sembrano indicare che le
uova, anche se contengono una quantità di colesterolo maggiore rispetto ad altri
alimenti, non provochino un innalzamento del livello di questo lipide nel sangue.
Frank Hu e i suoi colleghi, tuttavia, non riescono ancora a dare una spiegazione
scientifica univoca ai loro risultati e avanzano per adesso solo delle ipotesi. Ci
sarebbero dei nutrienti contenuti nell’uovo che controbilanciano l’effetto del
colesterolo, e che quindi svolgerebbero un’azione benefica nella prevenzione delle
malattie cardiovascolari. “È plausibile pensare che gli effetti negativi del
colesterolo presente in un uovo sulla lipoproteina plasmatica a bassa densità, siano
bilanciati dagli effetti benefici sulla lipoproteina ad alta densità e sui
trigliceridi”. Di più. Mangiare uova al posto di cibi ricchi di carboidrati farebbe
aumentare il livello di colesterolo HDL e diminuire i livelli di glucosio nel sangue.
Ovviamente tutto questo vale per le persone in buona salute. Un discorso a parte va
fatto per i soggetti diabetici. La ricerca americana non ha tralasciato neanche questo
aspetto e un sottogruppo di pazienti diabetici è stato inserito nel monitoraggio. I
dati provenienti da questi pazienti hanno evidenziato un aumento del rischio di una
patologia cardiovascolare a seguito dell’assunzione giornaliera di uova. A causare
l’incremento del rischio cardiovascolare sarebbe, secondo gli autori dello studio,
il cattivo funzionamento del trasporto del colesterolo dovuto ai livelli decrescenti
di apolipoproteina E, e a quelli crescenti dell’apolipoproteina C-III, tipiche dei
pazienti diabetici.
In ogni caso, ciò che sembra emergere con chiarezza è che per limitare il dilagare
delle malattie cardiovascolari non serve “demonizzare” un solo alimento, quanto
piuttosto ripensare a il proprio stile di vita. Per esempio, concludono i ricercatori
di Harvard, dei risultati si potrebbero ottenere limitando l’assunzione dei grassi
saturi e non semplicemente diminuendo l’apporto complessivo di grassi e colesterolo
con la dieta.
Nocive per il
fegato?
Tra i più diffusi luoghi comuni
sulle uova vi sono quelli della frequente presenza di intolleranze a questo alimento,
nonché della nocività per il fegato. In realtà, le
intolleranze digestive all’uovo sono molto più rare di quanto si creda e, in
genere, si tratta di allergie all’ovalbumina, senza alcun rapporto con
un’insufficienza epatica di alcun tipo. Anzi, le uova sono ricche di alcune sostanze
che svolgono una funzione protettiva nei confronti della cellula epatica. Tra le più
importanti la colina e la metionina, oltre ai fosfolipidi di cui
è ricco il tuorlo. Per chi soffre di malattie croniche del tessuto epatico, fino alla
stessa cirrosi, le uova non solo sono permesse, ma addirittura consigliabili per il
trofismo del fegato. Naturalmente per questi pazienti le uova non dovranno essere né
fritte, né emulsionate in salse come la maionese.
Il discorso è differente per chi soffre di patologie biliari (da calcoli o da
infiammazioni acuta o cronica): questi soggetti faranno bene ad evitare o limitare
drasticamente il consumo di uova che, per la loro composizione, possono provocare
coliche biliari.
Questa caratteristica attitudine colecistocinetica (che sembra mediata attraverso un
incremento della produzione di colecistochinina, l’ormone duodenale che stimola la
contrazione della vescichetta biliare e il rilasciamento dello sfintere di Oddi) non
è peraltro esclusiva delle uova, ma è comune anche alla panna, al burro e in
generale a qualunque alimento ricco di grassi.
Prosegue con la seconda parte
Informazioni tratte da http://www.pianetapollo.com/ |